Elizabeth Jane Cochran, passata alla storia con lo pseudonimo di Nellie Bly, fu una giornalista, ma non come le altre. Il suo non era un giornalismo “ordinario”, bensì investigativo. Praticava uno dei tipi di giornalismo più “avventurosi”, ovvero quello sotto copertura. I suoi lettori erano tantissimi e i suoi reportage venivano letti e attesi come se fossero manna dal cielo. Le sue inchieste, sempre serissime e articolare, erano spesso pericolose, e questo rendeva i suoi articoli ancora più “invitanti”. Il “New York World“, che era il quotidiano per cui scriveva la Cochran, le affidò un’ardua quanto affascinante “missione”: un viaggio intorno al mondo per poi farne un reportage giornalistico.
Il suo personalissimo “Giro del mondo” terminò proprio il 25 gennaio 1890: Nellie giunse a New York 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi dopo la sua partenza. Insomma, aveva dato vita ad un giro del mondo in 80 giorni, alla Jules Verne. Circumnavigare la Terra in così poco tempo permise a Nellie Bly di ottenere un record, che in verità venne superato solo pochi mesi dopo. Ma il suo record non si limitò solo a questo. Fu la prima donna ad avventurarsi in un’impresa simile, senza alcun appoggio “maschile”, all’epoca ritenuto indispensabile. Oltre che giornalista d’assalto, dunque, Nellie divenne un modello per tutte quelle donne che iniziavano a desiderare maggiore autonomia ed emancipazione.


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