Cibi come le farine non devono essere demonizzati, diminuirne il consumo può causare malnutrizione. E questo il messaggio che intende veicolare la conferenza “Farina: sana energia per la buona tavola” organizzata da Italmopa (Associazione industriali mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e a Federalimentare) e dal Centro informazione Farine all’interno della Fiera Sigep a Rimini. “Una tendenza dietologica di questi ultimi tempi tende ad allontanare il consumatore dall’utilizzo delle farine – ha osservato il nutrizionista Luca Piretta – Ma partiamo dall’assunto che il nostro cervello si nutre quasi esclusivamente di glucosio. E qual è il modo migliore per introdurre glucosio con la dieta? Consumare appunto gli amidi delle farine, una buona norma perfino per i diabetici. Non solo, quindi, le farine non devono essere eliminate, ma bisogna invece capire quanto siano sane e facciano bene al nostro organismo“. In termini di salute – ha spiegato Piretta – non ci sono differenze di salubrità tra le farine 00 e quelle integrali. “Semplicemente – ha detto il nutrizionista – la farina 00 è stata al centro di una serie di attacchi mediatici, peraltro immotivati, che hanno portato il consumatore a pensare che sia meglio optare per le farine integrali“. Piretta ha anche sottolineato che non ci sono residui di sostanze chimiche “sbiancanti” nelle farine 00. “Anzi – ha osservato – le farine 00 sul mercato sono estremamente controllate e rispettano alti standard qualitativi“.
E per apportare ulteriori chiarimenti in merito Italmopa ha fondato il Centro Informazione Farine e il sito www.infofarine.it con i contributi di un comitato scientifico composto da Pietro Antonio Migliaccio (medico nutrizionista), Giovanni Battista Quaglia (chimico tecnologo, esperto in farine), Marina Carcea (tecnologo alimentare, esperto in cereali), Giuseppe Durazzo (avvocato, esperto in diritto degli alimenti), Carlo Alberto Pratesi (economista, esperto in sostenibilità ambientale).


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