Ambiente: arriva il fertilizzante green prodotto dagli scarti

Arriva il fertilizzante green creato attraverso il recupero di ciò che normalmente si butta via, ovvero compost, scarti di allevamenti avicoli e residui derivanti da biomasse. Si chiama Resafe e non è altro che un fertilizzante organico che consente di ridurre l’impiego di acqua nelle colture e di preservare al meglio la fertilità dei terreni. Resafe è nato nel contesto del progetto europeo ”Life+Resafe”, un’iniziativa da 1,3 milioni di euro finanziata per metà dall’Unione europea e sviluppata da un consorzio internazionale composto da Enea, Università ”La Sapienza” – Dipartimento Ingegneria Chimica Materiali Ambiente – Astra Innovazione e Sviluppo di Faenza, l’azienda cipriota Enia Rdi Ltd e l’istituto di ricerca spagnolo Cebas-Csic.

L’innovazione di questo fertilizzante sta nel fatto che sviluppa una doppia azione, cioè agisce sulle colture, ma anche sulle caratteristiche del terreno, preservandone le funzioni vitali di filtrazione dell’acqua e di ritenzione idrica. Di conseguenza viene ridotto il consumo di acqua e viene preservata o ripristinata la fertilità del terreno, contrastando erosione e impermeabilizzazione del suolo. Grazie a questo fertilizzante, dunque, i materiali di scarto diventano risorsa. E’ costituito da compost miscelato con pollina, ossia gli scarti degli allevamenti avicoli, e biochar, il residuo della pirolisi di biomasse, e principi attivi vegetali, secondo un procedimento brevettato a livello europeo. “In questo modo – spiega Alice Dall’Ara, referente del progetto per l’Enea – abbiamo ottenuto un prodotto che aumenta la ritenzione idrica del terreno e dei nutrienti forniti alle piante, diminuisce il contenuto di salinità del terreno grazie al biochar e ripristina la struttura del suolo, riducendo il rischio di erosione”. ”Nella versione ‘italiana’ del fertilizzante – prosegue Dall’Ara – abbiamo raggiunto un contenuto di azoto di circa il 3% e si è formata anche struvite, un composto a base di azoto e fosforo che consente di ridurre l’inquinamento delle acque sotterranee”. Il nuovo fertilizzante è risultato molto interessante sia dal punto di vista produttivo che qualitativo: su 14 prove realiz­zate la ”tesi 100%”, ovvero l’impiego esclusivo del fertilizzante Resafe, è risultata la migliore per produttività in 7 casi, mentre in altre 4 prove è risultata seconda.