Caldo e siccità: raccolta di cereali diminuita del 10% in 50 anni

Negli ultimi cinque decenni le ondate di calore in periodi dell’anno solitamente freddi e la crescente siccità hanno fatto diminuire i raccolti di cereali del 9-10% nei Paesi interessati da questi eventi estremi. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature, che ha analizzato i dati sulla produzione di 16 cereali in 177 Stati e li ha incrociati con circa 2.800 eventi estremi nell’arco di tempo tra il 1964 e il 2007. Secondo la ricerca, guidata dall’universita’ del British Columbia, l’impatto di caldo e siccita’ sulle coltivazioni e’ aumentato nel periodo tra il 1985 e il 2007. I raccolti piu’ colpiti sono stati quelli delle nazioni sviluppate in Europa, Nord America e Australasia, dove le rese sono scese del 19,9%. Questo perché, secondo i ricercatori, “le colture sono uniformi in grandi aree, per cui se la siccita’ colpisce quel tipo di coltura, danneggia tutto il raccolto. Nei Paesi in via di sviluppo, invece, il sistema agricolo e’ costituito da un patchwork di piccoli campi con colture diverse, per cui in caso di siccita’ alcune colture possono essere danneggiate, ma altre possono sopravvivere“. Inoltre nelle nazioni ricche gli agricoltori non dipendono direttamente dai raccolti per avere cibo, e in genere possono contare su un’assicurazione in caso di maltempo. “Per questo la strategia ottimale per loro puo’ essere quella di massimizzare le rese, piuttosto che di minimizzare i rischi di danni alle colture causati dal meteo“.