Ebola: il plasma dei sopravvissuti al virus non diminuisce il tasso di mortalità

Secondo un recente studio, il plasma dei sopravvissuti al virus Ebola non diminuisce il tasso di mortalità. Gli unici a godere dei benefici sono i bambini sotto i 5 anni e le donne incinte

Un recente studio spiega che il plasma dei sopravvissuti al virus Ebola non sembra diminuire il tasso di mortalità, a parte per alcuni pazienti. La ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine arriva proprio quando dovrebbe sopraggiungere una possibile dichiarazione di fine epidemia, la cui pubblicazione è prevista intorno il 14 gennaio. Lo studio ha analizzato 84 persone trattate con il plasma a Conakry, in Guinea, che è stato confrontato con quello di 418 pazienti, che non hanno ricevuto questo trattamento. Il tasso di mortalità nel primo gruppo è stato del 31%, mentre nel secondo gruppo del 38% , una differenza esigua e che tende a diminuire nel momento in cui teniamo conto di possibili fattori confondenti. Il plasma sembra aver avuto gli effetti sperati nei bambini sotto i cinque anni e nelle donne in gravidanza. “Al momento possiamo dire che la terapia non ha dato la riduzione di mortalita’ che speravamo – scrivono -. Quando saranno terminate le analisi e avremo i dati sul numero di anticorpi presenti nel sangue utilizzato potremo verificare se i pazienti che ne hanno ricevuti di piu’ hanno avuto un effetto maggiore“. Risultati leggermente migliori, ma comunque deludenti sono stati ottenuti grazie all’utilizzo dell’artesunato-amodiachina, un farmaco antimalarico. Attualmente, l’Oms non riporta nessun nuovo caso nell’ultima settimana. Gli ultimi due pazienti sono stati registrati in Liberia, lo scorso novembre. La Liberia è l’unico paese a non godere dello status di “virus-free” dell’Oms, che dovrebbe arrivare il 14 gennaio.