“Un regime alimentare che ruota intorno all’allenamento e promette non solo di mantenere o ritrovare la linea, ma anche di innescare un meccanismo metabolico che ripristina una corretta sensibilità all’insulina e consente un miglior recupero muscolare“. Lo spiega ai microfoni dell’AdnKronos Salute Carmine Orlandi, docente di Scienza dell’alimentazione applicata all’esercizio fisico all’Università Tor Vergata di Roma, che punta su una nuova metodologia di dieta che ha già conquistato il consenso di esperti e salutisti.
Tecnicamente viene definito il ‘sistema 16/8′ che consiste nel digiunare 16 ore e concentrare tutti i pasti nelle restanti 8 ore; Un’astinenza dal cibo ad intermittenza insomma, che trova il bene placet di una nutrita schiera di sportivi.
“L’ideale-spiega Orlandi- “è quello di limitarsi ai liquidi a colazione, poi fare un pasto alle 14, limitarsi ancora ai liquidi nel pomeriggio e quindi cenare: il pasto serale deve essere concluso alle 22. A quel punto e fino alle 14 del giorno successivo ci si può concedere solo liquidi e qualche ortaggio. In questo caso l’allenamento andrebbe fissato tra il pranzo e la cena, che diventa il pasto più importante della giornata”.
Il nutrizionista ricorda inoltre che “ Il digiuno non è una novità.I primi studi sugli effetti per la salute risalgono alla fine dell’Ottocento, ma bisogna dire che già molte religioni prevedono un periodo di digiuno”.
I primi lavori sul semi-digiuno sono firmati da Ancel Benjamin Keys, e furono condotti su una popolazione attiva: si parlava di 1.800 calorie al giorno. Oggi sono molti i regimi basati su un digiuno intermittente: si va dal 5/2 ,con 5 giorni di alimentazione non controllata e 2 di semi-digiuno a base di liquidi, verdure e frutta, al sistema 16/8 che è una sorta di alimentazione a tempo ristretto. In questo caso, già dopo pochissimo tempo, l’organismo incrementa l’utilizzo dei grassi a scopo energetico. Però è chiaro che bisogna anche allenarsi, in proporzione alla propria età e alle condizioni fisiche. Se si opta per il sistema 16/8, inoltre, l’allenamento non può essere lungo: non deve superare l’ora e mezzo, anche se la durata dipende dall’intensità. Questo perché ci si alimenta 2-3 volte al giorno e in generale l’apporto calorico è più limitato”.
Secondo l’esperto questo sistema bastato sulle “alternanze” godrebbe di innumerevoli benefici, non solo a livello fisico con un recupero muscolare migliore, ma anche a livello psicologico:” si vede rapidamente un risultato dal punto di vista della linea, senza soffrire la fame” .
Orlandi però tiene a puntualizzare che”certo non è adatto a tutti, in particolare alle persone che non riescono a rinunciare a qualche spuntino: soffrirebbero troppo. Come sempre, dunque, il regime alimentare deve essere ‘ritagliato’ addosso alla persona: occorre capire chi si ha di fronte per suggerire scelte davvero su misura. Solo in questo modo la dieta funzionerà”.


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