Almeno un milione di persone in Italia è stato colpito da fibrillazione atriale, un’aritmia cardiaca che costituisce la prima causa di ictus. Secondo le stime ogni anno sono almeno 50.000 gli ictus causati dalla fibrillazione atriale. Le dieci regole per prevenirla e promuovere un approccio multidisciplinare cardio-neurologico per il suo trattamento sono al centro di ‘Atrial Fibrillation and Stroke Back to the Future on Heart – Brain Interactions‘, una ‘due giorni’ organizzata dalla Cardiologia dell’Ospedale Maggiore che vedra’ a Bologna, domani e sabato, i maggiori specialisti di tutto il mondo e una platea di oltre 400 medici.
Ecco le dieci regole per prevenire la fibrillazione atriale: evitare obesità e sovrappeso; evitare l’abuso di alcol; abolire il fumo di sigaretta; svolgere un’attività fisica e sportiva moderata, evitando gli eccessi; tenere sotto controllo la pressione arteriosa e curare l’ipertensione; tenere sotto controllo la glicemia e curare il diabete; curare le apnee ostruttive nel sonno; dopo i 65 anni prestare attenzione al rilievo del polso in occasione di visite mediche; eseguire un elettrocardiogramma in caso di riscontro di polso irregolare; dopo i 50 anni, in caso di familiarita’ per fibrillazione atriale sottoporsi a visita cardiologica.
La terapia anticoagulante orale è in grado di aiutare ad evitare gli ictus provocati dalla fibrillazione atriale. A Bologna sono più di 12.000 le persone con fibrillazione atriale seguite dai centri della rete BoNTao (Bologna Network Terapia anticoagulante orale), che utilizzano farmaci anticoagulanti orali di ultima generazione (cosiddetti NAO, Nuovi Anticoagulanti Orali). Circa un migliaio di questi sono assistiti dalla Cardiologia del Maggiore, che fa parte della rete ed e’ centro di riferimento per lo studio e lo sviluppo dei NAO. La dotazione tecnologica, la competenza professionale maturata nel corso di 25 anni e l’attivazione di percorsi dedicati che semplificano, rendendolo piu’ tempestivo, il trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale, fanno della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore, diretta da Giuseppe Di Pasquale, un centro Hub della rete cardiologica metropolitana per il trattamento delle aritmie cardiache e la gestione in emergenza del paziente con infarto miocardico acuto. Le procedure di ablazione (mappatura e bruciatura, attraverso piccole sonde direttamente inserite nel cuore, dei circuiti elettrici anomali all’origine delle aritmie) eseguite al Maggiore sono più di 3000. E aumentato sempre più, inoltre, i pazienti che si rivolgono alla Cardiologia dell’ospedale in presenza di aritmie gravi.


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