Un gruppo di geologi ha scoperto che analizzare piccole scosse sismiche, che avvengono ogni tre anni in un territorio come il Giappone potrebbe aiutare a prevenire un grande e violento terremoto. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, spiega che deboli scosse sismiche sono tipiche di territori in cui si estende la dorsale oceanica sotto i continenti. Lo studio, però, non si sofferma su questo concetto già conosciuto; ma sulla possibilità di poter prevedere grandi terremoti analizzando episodi abbastanza regolari. La speranza degli studiosi è che, questo modello possa essere valido per ogni zona sismica. Il team di ricercatori guidato da Naoki Uchida ha analizzato i dati elaborati da alcuni sismografi che coprono gran parte del territorio giapponese. Sono stati analizzati più di 6000 terremoti di magnitudo 2.5 o più grande avvenuti tra il 1984 ed il 2011.
Storia di un terremoto. Un terremoto è prodotto dall’incontro di due placche crostali. L’incontro prevede lo scorrimento di una placca sull’altra. Solitamente, si produce un lento scivolamento perlopiù impercettibile. Il ripetersi di questi lenti scivolamenti può, secondo gli studiosi, produrne di più veloci dando vita ad un terremoto forte e distruttivo. Il team di ricercatori ha scoperto che, questo lento scivolamento delle placche ha una ciclicità di 3 anni, in Giappone. Questi movimenti lenti lungo la faglia, “stressano” le placche e sono la causa di terremoti più grandi. Monitorare, quindi, lo scivolamento lento potrebbe aiutare i sismologi ad avere una percezione ed idea di quanto lo stress geologico stia ponendo le basi per l’avanzare di un terremoto più forte e violento. Episodi continui di bassa intensità sono avvenuti anche prima del terremoto del Cile nel 2014. Nelle ultime cinque settimane, queste impercettibili scosse sono state registrate nello Stato di Washington, a Vancouver Island. “E’ fondamentale per noi sapere il più possibile su questo instabile scivolamento“, dice Heidi Houston, sismologo presso l’Università di Washington a Seattle. Il Giappone però, secondo Susan Schwartz, sismologa presso l’Università della California, a Santa Cruz, ha strumenti geologici innovati in grado di rilevare anche le più piccole scosse, cosa che non è possibile per tanti altri paesi del mondo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?