Il caldo arriva anche nell’Europa orientale e la neve si scioglie rapidamente provocando inondazioni

Con la graduale propagazione verso i Balcani e la Grecia dell’ampio promontorio anticiclonico oceanico, che dalle Azzorre si espande fino al bacino del mar Nero e alla Turchia, parte dell’aria piuttosto mite, d’estrazione temperata oceanica, affluita in questi giorni sul bacino centrale del Mediterraneo, sta cominciando a spingersi verso l’Ungheria, la Romania, la Moldavia e l’ovest dell’Ucraina. Difatti proprio in queste ore, dopo il freddo dei giorni scorsi, le temperature stanno subendo un sensibile aumento, specie fra l’area balcanica e la pianura danubiana, dove si registrano valori di oltre +10°C +12°C in Ungheria, +8°C -9°C in Romania e picchi di ben +6°C +7°C in Ucraina (pochi giorni fa si registravano minime di -10°C).

BratislavaPer non parlare dei quasi +10°C registrati nel sud della Polonia e degli oltre +5°C +6°C nel sud-ovest della Bielorussia. Questi valori evidenziano come la mite e umida ventilazione da O-SO e SO, che scorre lungo il margine più settentrionale del vasto promontorio anticiclonico dinamico, penetrando fino alle pianure e ai bassopiani, innevati di fresco, dell’Europa orientale, sia riuscita a scalzare il “cuscinetto di aria molto fredda” preesistente presso il suolo.

alluvione13Il repentino aumento termico di queste ore, particolarmente evidente sui Balcani e fra Romania, Bulgaria e ovest dell’Ucraina, inoltre sta contribuendo pure alla rapida fusione del manto nevoso depositato dalle abbondanti nevicate che la settimana scorsa hanno interessato l’intera area dei Balcani, la regione carpatico-danubiana e le pianure fra Bielorussia e Ucraina, con accumuli localmente anche superiori ai 30-40 cm.

48247529_jex_740950_de27-1Il repentino rialzo termico, indotto dalla ventilazione sud-occidentale, sta rapidamente innalzando anche la quota delle zero termico, tanto da trasformare in pioggia eventuali precipitazioni, fin dai 700-800 metri. La rapida fusione dell’ingente quantità di neve caduta nelle giornate precedenti ora rischia di determinare improvvise inondazioni e il repentino incremento della portata di diversi bacini idrografici, alcuni anche di grosse dimensioni.

Alluvione-a-Pila-sui-Piccoli-Carpazi-foto-bsk.sk_Le situazioni più critiche nei prossimi giorni le potremo riscontrare proprio fra i Balcani e l’area carpatica, dove le gran quantità di neve cadute nei giorni scorsi, fondendosi in maniera repentina, rischiano di innescare lo sviluppo di ondate di piena lungo i principali bacini idrografici, le quali scivolando a valle potranno inondare campagne, campi coltivati, strade e persino centri abitati. In modo particolare molti villaggi e centri abitati che si trovano all’interno delle aree vallive che rischiano di venire sommersi in caso di grandi piene.