Imparare le lingue? Ecco perché alcuni ci riescono più facilmente

Studiare le lingue straniere, o almeno conoscerne le basi, è diventato indispensabile al giorno d’oggi. Per lavorare, per viaggiare, per ascoltare musica o anche solo per navigare liberamente sul web, è spesso necessario conoscere non solo l’inglese, che rimane sempre la lingua più “gettonata”, ma anche francese, tedesco spagnolo e altre lingue straniere.

Non tutti, però, siamo in grado di imparare un seconda lingua. Alcuni fanno molta fatica. Ora, gli scienziati del Montreal Neurological Institute della McGill University (Canada) hanno scoperto il perché: l’apprendimento risulta più o meno facile a causa di differenze innate nel modo in cui le diverse parti del cervello ‘parlano’ tra di loro. Lo studio è stato pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience‘. Le diverse regioni del nostro cervello comunicano tra di loro, anche quando stiamo riposando e non siamo impegnati in compiti specifici. La forza di queste connessioni, definita connettività in stato di riposo, varia da persona a persona, e le differenze sono state precedentemente legata a differenze di comportamento, incluse le capacità linguistiche.

Guidati da Xiaoqian Chai e Denise Klein, gli studiosi hanno cercato di individuare in particolare se le differenze in termini di connettività in stato di riposo possano influenzare le prestazioni legate a una seconda lingua. Per studiare questo, il gruppo ha scansionato il cervello di 15 adulti di lingua inglese che stavano per iniziare un corso intensivo di 12 settimane di francese, e hanno poi testato le loro abilità linguistiche, sia prima che dopo il corso. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno esaminato la connettività all’interno dei cervelli dei soggetti prima dell’inizio del corso di francese. Hanno studiato in particolare la forza delle connessioni tra le diverse aree del cervello e due regioni specifiche: una zona implicata nella fluenza verbale e un’area attiva nella lettura. Ebbene, il modo in cui si sviluppa e funziona il ‘cablaggio‘ del cervello ha influenzato i risultati dei volontari nei test di francese, in termini di maggiore velocità di lettura o di pronuncia. “La parte più interessante di questo studio – commenta Arturo Hernandez, neuroscienziato dell’Università di Houston che studia l’apprendimento della seconda lingua ma non era coinvolto nell’esperimento – è che la connettività tra i diversi settori del cervello può essere osservata prima di iniziare un corso di lingua. Questo dimostra che si può affermare già in anticipo quanto successo si avrà nel corso“. Ma gli esperti tranquillizzano: i risultati non significano che il successo nell’imparare una seconda lingua sia interamente predeterminato dal cablaggio del cervello, organo plastico che può essere plasmato dall’apprendimento e dall’esperienza, assicura Chai. Ma lo studio canadese è “un primo passo per comprendere le differenze individuali nell’imparare una seconda lingua e a lungo termine potrebbe aiutarci a sviluppare metodi migliori per aiutare le persone a imparare meglio“.