Marvin Minsky e la Società della Mente, dopo la scomparsa dell’ultimo padre della cibernetica

In questi giorni è morto, a Boston, Marvin Minsky (88 anni) scienziato e a suo modo filosofo della scienza statunitense (nato a New York), figura cult delle cosiddette computer science: dal 1958 protagonista al celeberrimo Massachusetts Institute of Technology (MIT) con sede a Cambridge, nel Massachusetts (Stati Uniti).più di recente anche Docente di Informatica a Boston. Minsky – la sua vita esemplificano quasi la storia dell’evoluzione tecnologica e della rivoluzione elettronica del nostro tempo, fin dalle origini. Origini che risalgono addirittura alla seconda guerra mondiale e il post conflitto, con Von Braun e le V2. a Norbert Wiener con l’allora nascente cibernetica. Von Braun, N. Wiener, W. Gray Walter, un certo A. Turing, J. von Neumann e appunto Marvin Minsky. Minsky già visionario perturbante e rivoluzionario negli anni della ricostruzione e verso l’era spaziale, bollato dallo stesso E. Fromm praticamente di robotismo per le sue teorie, da certo tradizionalismo viste come indizi dell’alienazione tecnologica. La storia ovviamente, basti pensare all’automazione e l’informatica, all’Intelligenza Artificiale e ad Internet, al ruolo stesso fondamentale dei computers per lo sviluppo dell’intera scienza contemporanea (semplicemente si ricordi il Progetto Genoma, senza i computer a calcolare… ) conferma le anticipazioni e la lungimiranza di Marvin Minsky. Quest’ultimo capto il divenire storico della cibernetica con incredibile lucidità e consapevolezza, divertendosi anche a provocare in età giovanile gli umanisti e gli scienziati più accademici e conservatori. Celebre la sua frase sull’avvento futuro dei robot, computer o specie artificiali: “Se saremo fortunati noi umani saremo conservati come animali domestici!”. Con la scomparsa di Minsky, muore l’ultimo geniale padre della cibernetica e delle contemporanee scienze dell’artificiale. Non solo un grande teorico e ricercatore: gran parte delle tecnologie prima elettroniche e poi digitali, oggi esistenti, nella vita quotidiana e nei laboratori stessi più avanzati, in un modo o nell’altro, hanno la firma anche di Marvin Minsky. Suo con S. Papert, il brevetto stesso del primo linguaggio di programmazione Logo, suo il Percepetron, una specie di precursore dei moderni computer, iniziando a concretizzare le teorie cosiddette forti della futura Intelligenza Artificiale già intuite e previste dagli stessi Wiener e von Neumann, vale a dire la possibilità e fattibilità di emulazione simulazione riproduzione della mente umana e del linguaggio in una macchina pensante e intelligente. E di più. tacitamente e poi sempre più in primo piano, Minsky ha sempre scientificamente creduto in esseri artificiali, computer e robot o cyborg destinati a superare l’intelligenza dell’homo sapiens, vera e propria mutazione evoluzionistica, innestata da noi umani ovviamente: non caso la sua e fin dall’inizio una cibernetica e poi Intelligenza Artificiale tutt’uno con la psicologia scientifica , la psicolinguistica e le neuroscienze che verranno…, da cui il suo costante, anche in epoche non favorevoli, lavoro destinato alle cosiddette Reti Neurali artificiali, basato sull’assioma delle macchine capaci di imparare dalla stessa esperienza meramente meccanica e poi informatica, sorta di dinamico “marcatore” non stop e download parallelo, dagli anni almeno 50 al divenire dei/dai supercalcolatori giganti dell’epoca ai moderni computers e già verso i futuri computer quantici… Oggi con la sua scomparsa Marvin Minsky, figura si già leggendaria in vita nell’ambiente ma ancora poco nota al grande pubblico, è giustamente osannato per il suo ruolo forse unico. Purtroppo poco tradotto in Italia, ma almeno e da Adelphi con un paio di libri fondamentali. “La Società della Mente”, appunto dove il significato persino epistemologico e teorico conoscitivo della sua Cibernetica e poi AI si rivela come vero e proprio manifesto rivoluzionario per il computer mondo attuale e futuro, per una società della conoscenza scientifica ma anche a suo modo squisitamente artistica, nel suo profondo significato anche psicologico e antropologico. Parafrasando La Mettrie, celebre illumumista autore de “L’Homme Machine!, Minsky avrebbe potuto certamente chiamare tale lavoro… L’Homme Robot”. Ma come accennato colmo – coerentemente con il carattere rigoroso ma visionario dello scienziato- di scienza non solo con co-scienza (nonostante alcune apparenze, mai un tecnofilo, consapevole dei rischi sociali dell’evoluzione tecnologica, ma il problema non della scienza o delle macchine, ma semplicemente degli umani e delle istituzioni varie, incapaci di addatarsi creativamente al Mondo Nuovo creato dalla tecnoscienza…) ma anche artistico modernissimo. Modulazione complementare, espressa spettacolarmente nella sua famosa consulenza scientifica al capolavoro di Stanley Kubrick, 2001 Odissea nello Spazio (il supercomputer Hal 9000 è quasi Marvin Minsky stesso in certo senso), significativamente nel suo ultimo incarico come Toshiba Professor Media Arts and Sciences, nel libro recente The Emotion Machine, Simon and Schuster, stupendamente illustrata dal fisico stesso J. Bernstein nella sua biografia live di Minsky, Uomini e Macchine intelligenti (sempre Adelphi).e dal suo libro speciale di fantascienza L’Uomo di Turing (scritto con H. Harrison), licenza poetica praticamente un grande saggio criptato… Da segnalare, infine, lo stesso Marvin Minsky come promotore del cosiddetto Transumanesimo (l’attuale futurologia scientifica), diffuso oggi in Italia da vari ricercatori, R. Campa,. S. Vaj, E. Pilia, R. Marchesini, R. Mazzocco, Estropico, U. Spezza, C. Rocchio e altri), attraverso anche – in Usa – l’ Extropy Institute’s e l’ Alcor Life Extension Foundation’s.

Roby Guerra

INFO
https://it.wikipedia.org/wiki/Marvin_Minsky
https://www.meteoweb.eu/2016/01/e-morto-marvin-lee-minsky-il-padre-dellintelligenza-artificiale/623462/
La società della mente
http://www.adelphi.it/libro/9788845906657
Uomini e macchine intelligenti
http://www.adelphi.it/libro/9788845907890