Ricontattare il lander Philae della missione europea Rosetta, caduto in “sonno profondo” ormai da sei mesi, dopo essere atterrato sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, è ormai impossibile. Gli scienziati, infatti, non hanno preso alcuna nuova decisione durante la teleconferenza che ha riunito tecnici e manager della missione, che è stata frutto della collaborazione fra le agenzie spaziali di Germania (Dlr), Francia (Cnes) e Italia (Asi). ”Non abbiamo in programma di inviare comandi particolari al lander”, ha dichiarato all’ANSA Mario Salatti, co-responsabile di Philae per l’Asi.
”Come previsto – ha spiegato – fino al 21 gennaio si ripeteranno due volte al giorno i tentativi di comunicare con Philae, poi Rosetta si sposterà nell’emisfero Sud della cometa per fare altre attività”. La cometa si sta allontanando dal Sole, dunque le speranze di recuperare il lander diminuiscono sempre di più, dato che non verrà a mancare l’energia minima per far ricaricare le batterie. Salatti, però, non esclude ”che nei giorni successi la sonda possa rimettersi in ascolto del lander”.
Intanto i tecnici stanno cercando di capire quale sia stato il problema per Philae, attraverso l’analisi delle foto della superficie della cometa che Rosetta continua a scattare e ad inviare sulla Terra. Se il lander non darà alcun segnale, per il coordinatore scientifico dell’Asi, Enrico Flamini, è possibile che ”a partire dalla prossima settimana si possa cominciare a ragionare sulla possibilità di fare qualcos’altro”. Se si riuscire a ristabilire un buon contatto radio, anche solo per poco, si potrebbe ”provare a farlo girare su se stesso, scattare una fotografia per capire la posizione, e vedere se è possibile azionare il trapano per acquisire un campione della cometa”.


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