Salute: “in Italia esistono ancora troppi punti nascita poco sicuri”

Relativamente alla morte delle quattro donne durante il parto, si è espresso anche il presidente della fondazione Gimbe, Antonio Cartabellotta, che afferma che è necessario rendere più sicuri i punti nascita e diminuire i parti cesarei

Il Dott. Antonio Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione “Genetica oggi”, condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it), ha espresso la sua opinione in merito ai casi delle quattro donne incinte morte nei giorni scorsi, di cui il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha affermato che si è trattato di una drammatica casualità. “Questi casi –ha affermato Cartabellotta-, concentrati tutti in un periodo dell’anno così breve, meritano sicuramente attenzione e un approfondimento tecnico, come il ministro ha già predisposto. La casualità è sicuramente un elemento di cui tenere conto, ma bisogna anche sottolineare due cose strane. La prima è che in Italia esistono troppi punti nascita poco sicuri. I punti nascita sotto i 500 parti l’anno dovrebbero essere chiusi o riconvertiti con modalità adeguate. Il secondo eccesso è quello dei parti cesarei, che sono ancora troppi rispetto alla media europea. Queste situazioni sono sicuramente predisponenti eventi sfavorevoli come quelli capitati in questi giorni. Bisognerà vedere quanto il processo assistenziale sia stato adeguato”.