Gli Stati Uniti d’America contano i danni della tempesta Jonas, che secondo gli esperti potrebbero arrivare fino a 850 milioni di dollari, con un impatto non da poco sul pil americano. Gran parte dei 12 stati colpiti dalla tempesta ‘Jonas’ restano sepolti dalla neve, caduta a livelli record. A cominciare dalla capitale Washington, dove non sara’ facile tornare alla normalita’. E dove persino il Congresso ha deciso di sospendere le votazioni e tutte le principali attivita’ programmate per la settimana che viene. Riapre invece New York, dov’è tornato a splendere il sole con tantissimi newyorchesi e turisti a godersi una domenica speciale sulle strade e le piazze imbiancate. Uno spettacolo soprattutto al Central Park, affollato di bambini con i loro slittini. Fin dalle prime ore di domenica Il divieto di circolazione di mezzi pubblici e auto private e’ stato revocato, cosi’ come la chiusura dei ponti e dei tunnel di accesso a Manhattan. Le scuole e gli uffici pubblici riapriranno quindi regolarmente, come ha gia’ riaperto Broadway, dove e’ ripresa la programmazione degli show teatrali.
E il New Jersey e’ uno degli stati in cui resta lo stato di emergenza, a causa delle inondazioni lungo la costa che stanno provocando ingenti danni e l’evacuazione di centinaia di famiglie. Molte delle quali hanno ancora vivo il ricordo dei disastri provocati dall’uragano Sandy nel 2012. Sono decine di miglaia, poi, lungo la costa orientale le case rimaste senza corrente elettrica. E per aiutare le comunita’ piu’ in difficolta’ e’ scesa in campo anche la Guardia Nazionale, col Pentagono che ha inviato nelle aree colpite dalla tempesta oltre 2.300 uomini, di cui 490 in Virginia, lo stato piu’ colpito dalla bufera di neve e ghiaccio. Verso un ritorno alla normalita’, poi, per i voli, nonostante il persistere di forti venti. Negli ultimi giorni ne sono stati cancellati almeno 10 mila. Ma ora tutti gli aeroporti della regione hanno ripreso a funzionare quasi a pieno regime, con qualche problema dovuto alla neve accumulatasi e al ghiaccio. E vittima illustre del maltempo e’ stato anche il vicepresidente Joe Biden, che di ritorno dall’Europa e’ stato costretto ad atterrare a Miami. L’Air Force 2 e’ poi ripartito per Washington appena sono migliorate le condizioni meteo.