Il tumore alla prostata potrebbe non essere riconosciuto in tempo. SINTOMI: Tra i sintomi ignorati dagli uomini: stanchezza cronica, dolore osseo, debolezza, difficoltà a dormire o allo svolgimento delle normali attività quotidiane (es. camminare o salire le scale).
Tra i sintomi da non trascurare: indebolimento del getto urinario, frequente necessità di urinare, dolore alla minzione, presenza di sangue nelle urine o nello sperma, sensazione di non riuscire ad urinare in modo e completo. FATTORI DI RISCHIO: Nonostante le cause specifiche del tumore alla prostata siano sconosciute, sono numerosi i fattori di rischio correlati alla sua insorgenza. L’età è senza dubbio il principale fattore di rischio, in quanto più di ¾ dei tumori alla prostata sono diagnosticati agli uomini con oltre 65 anni di età.
Gli uomini che hanno familiari di primo grado (padre o fratelli) vittime di un cancro alla prostata, corrono un rischio maggiore di esserne anch’essi colpiti. Secondo gli studi, rispetto a un uomo senza precedenti in famiglia, il rischio si moltiplica da 2 a 5 volte. L’incidenza del cancro alla prostata è più alta negli uomini di colore; tuttavia, gli africani e i giapponesi che non sono immigrati negli Stati Uniti presentano un rischio minore di cancro alla prostata. La spiegazione potrebbe risiedere nel cambiamento delle abitudini alimentari (cibo ricco di grassi), nel tabagismo, o nell’esposizione ad alcuni inquinanti ambientali (cadmio, ecc.). Inoltre: un regime alimentare contenente troppi grassi animali favorisce l’insorgenza del cancro alla prostata, alti livelli di ormoni maschili (androgeni) potrebbero aumentare il rischio di cancro alla prostata in alcuni uomini sebbene si tratti di probabilità e non certezze; il rischio di tumore alla prostata, secondo la maggior parte degli studi epidemiologici, è più alto nelle persone con indici di massa corporea troppo elevati. Si ritiene che anche la sedentarietà, la mancanza di esercizio fisico e l’obesità abbiano un’influenza sull’insorgenza di questa malattia.
DIAGNOSI: il percorso diagnostico comincia, di solito, col medico di medicina generale che effettua una visita e raccoglie informazioni sulla storia familiare e sulle condizioni generali del paziente. Dopo la visita, se lo ritiene opportuno, può suggerire di consultare l’urologo per una valutazione più approfondita e l’eventuale esecuzione di ulteriori esami: esplorazione rettale, test del PSA (semplice prelievo di sangue per misurare il livello dell’antigene prostatico-specifico), ecografia transrettale (TRUS), biopsia, scintigrafia ossea, tomografia computerizzata, risonanza magnetica (RM), tomografia ad emissione di positroni (PET-TC).
CURA: Soprattutto per i pazienti anziani o con altre malattie gravi o in caso di tumori di piccole dimensioni e con basso rischio, si può scegliere quella che gli anglosassoni chiamano “vigile attesa” senza trattamenti ma con controlli piuttosto frequenti per controllare l’evolversi della malattia, verificando eventuali cambiamenti che meritano un intervento. Se si parla di terapia attiva, la scelta ricade spesso sulla chirurgia radicale (prostatectomia radicale) che si pratica nel caso in cui il cancro sia confinato alla prostata, rimuovendo l’intera ghiandola prostatica e i linfonodi della regione vicina al tumore.
L’intervento può essere effettuato in modo classico (prostatectomia radicale retro pubica aperta), per via laparoscopica o con laparoscopia robot-assistita. La radioterapia a fasci esterni, invece, si avvale di radiazioni ionizzanti dirette sulla prostata, determinando la morte delle cellule tumorali, mentre la brachiterapia è una forma di radioterapia mirata che consiste nell’impiantare, sotto guida ecografia, sorgenti radioattive nella prostata che, emettendo radiazioni, distruggono le cellule cancerose, minimizzando gli effetti sui tessuti circostanti.
PREVENZIONE: Alimentazione e salute sono un binomio strettissimo in quanto l’alimentazione gioca un ruolo chiave nella prevenzione del tumore alla prostata. Largo a frutta e verdura sulla tavola, consumando alimenti ricchi di licopene, micronutriente contenuto soprattutto in pomodori, aglio, tè verde, cipolle, scalogno, porri. Si a pesce, semi di lino, legumi, olio extravergine d’oliva, carne bianca, riducendo l’apporto di carne rossa (da preferire, in questo caso, tagli magri di vitello e manzo) e prodotti lattiero-caseari. Si, sebbene saltuariamente, ai salumi magri (es. bresaola, prosciutto crudo). Occorre consumare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, preferibilmente verdure crude, privilegiando cibi di stagione di produzione locale, in particolare ortaggi, verdure e frutti molto colorati, ricchi di fitocomposti biologicamente attivi. Da evitare l’assunzione di bevande gassate e alcoliche, il fumo, la sedentarietà. Si ad un’attività fisica costante, riducendo il peso corporeo, sì ad una vita sessuale attiva senza lunghi periodi di astinenza.


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