Il virus Zika, i cui unici effetti davvero gravi si manifestano sulle donne in gravidanza causando microcefalia del feto, è veicolata al momento solo dalle zanzare Aedes presenti soprattutto in America Latina ed i casi registrati in Europa sono tutti stati registrati su persone appena tornate del Sud America. Con l’arrivo dell’Estate, però, l’allerta salirà anche da noi: ”Nel periodo estivo non si può infatti escludere la possibilità che si inneschi una catena di trasmissione ‘locale’, ovvero attraverso le zanzare naturalmente presenti sul nostro territorio”. A lanciare l’allarme è il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Gianni Rezza, precisando che si tratta comunque di una ”probabilità bassa”. ”Il fatto che qualcuno torni in Italia dall’America Latina infettato dal virus – spiega Rezza – non è un problema ora che siamo in Inverno. In Estate però, con la stagione delle zanzare, il pericolo che si instauri una catena di trasmissione nel nostro territorio c’è: la persona infetta, venendo punta da una zanzare tigre locale, rende infatti quella zanzara ‘vettore’ del virus e, dunque, allarga la possibilità che altre persone si infettino”. In Francia qualcosa di simile è già accaduto per la Chicungunya e in Italia per la Dengue che, veicolate da zanzare non presenti sul territorio europeo, si sono diffuse localmente in Estate proprio a causa del ruolo delle zanzare ‘del luogo’.
In ogni caso, aggiunge l’esperto, ”i controlli nei Paesi europei interessati hanno poi debellato tali infezioni e va detto che già dallo scorso anno il nostro ministero della Salute ha incluso il virus Zika nel monitoraggio previsto per le persone che rientrano da zone infette”. Dunque, spiega ancora Rezza, ”bando agli allarmismi: certamente non c’è il pericolo che il virus Zika arrivi nel nostro Paese da un giorno all’altro e va anche precisato che tale virus raramente porta complicanze serie ed è meno pericoloso dei virus della Dengue e della Chikungunya, veicolati dalle stese zanzare”. E’ però vero, avverte l’epidemiologo, che ”il problema sussiste per le donne in gravidanza e per il rischio che Zika possa determinare gravi patologie fetali come la microcefalia. La possibilità che donne gravide siano infettate e che il virus, qualora fosse confermato, risulti davvero la causa della microcefalia, innesca infatti un allarme globale per le conseguenze che un’epidemia di questo tipo porterebbe in termini, umani, sociali ed economici”. Alle donne incinte, dunque, è altamente sconsigliato di recarsi nei paesi colpiti dai focolai di Zika: ”Consigliare alle donne in gravidanza di non viaggiare nei paesi colpiti – conclude Rezza – è semplicemente un’indicazione di buon senso”.


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