E’ ormai assodato che sono quattro i casi italiani legati al virus Zika e tre quelli registrati in Gran Bretagna. Dopo aver colpito 22 Paesi dell’America Latina e aver dato vita ad altri focolai, fortunatamente circoscritti, in diverse nazioni come Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda, Sierra Leone e nel Centro America, il virus è arrivato in Italia attraverso persone che erano state in vacanza in Brasile nel corso dell’ultimo anno. Il virus Zika appartiene alla famiglia di virus Flaviviridae, del genere Flavivirus, scoperto per la prima volta in Uganda nel 1947. Il virus è correlato alla dengue, ovvero la febbre gialla, all’encefalite del Nilo occidentale e all’encefalite giapponese, tutte malattie provocate da virus membri della medesima famiglia. Viene veicolato da zanzare del genere Aedes, in particolare dalla zanzara della febbre gialla e dalla zanzara tigre. Il virus fu isolato dunque nel 1947 da un Macaco Rhesus nella foresta Zika dell’Uganda e nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria. – “La malattia nel 25% decorre in maniera asintomatica” spiega Antonio Chirianni, presidente della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, direttore Dipartimento Malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche – Azienda Ospedaliera Ospedali dei Colli Monaldi-Cotugno di Napoli. “Nella maggior parte dei casi la sintomatologia è lieve manifestandosi con febbricola, esantema, congiuntivite. Al momento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia. L’allerta di oggi infatti è successiva alle raccomandazioni dei CDC americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio“.
E dagli esperti arrivano anche raccomandazioni: tutte le persone che presentano febbre nelle 2 settimane successive al rientro da zone endemiche devono essere valutate in un centro specialistico. Utile, per chi si reca in zone endemiche, prevenire le punture delle zanzare coprendo la pelle quanto più possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche utilizzando tende. Non ci sono vaccini contro il virus Zika né alcun tipo di terapia. Il virus viene trasmesso dalle zanzare – spiega ancora Chirianni -. Il virus è presente nel sangue delle persone infette e quindi potrebbe essere trasmesso mediante trasfusioni di sangue e l’OMS rivela che “il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona“.


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