E’ stata indetta la giornata mondiale dello spreco alimentare sul pianeta. Questo costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari e arriva a toccare i 2.600 miliardi a causa degli sprechi relativi all’acqua e all’impatto ambientale. Nell’Unione Europea, invece, si gettano 90 milioni di tonnellate di cibo. In Italia, lo spreco di cibo domestico costa 8,4 miliardi di euro all’anno cioè 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato. Proprio in occasione della terza Giornata nazionale di prevenzione dello spreco Last Minute Market ha dichiarato che avrà inizio la 6° edizione della campagna europeo di sensibilizzazione “Spreco zero. Un anno contro lo spreco“, presentata a Roma in occasione della manifestazione “Alimentare la salute” promossa dalla Fondazione Enpam. Secondo alcuni recenti sondaggi, l’85% dei consumatori conosce e crede nell’importanza dell’imballaggio rispetto alla conservazione del prodotto, il 64% lo ritiene indispensabile mentre il 93% lo sceglie per le sue funzionalità.
Il 56% dei consumatori è disposto, invece, “pagare qualcosa di più per avere imballaggi che aumentino la probabilità di utilizzo del prodotto, riducendone di conseguenza lo spreco». Il 90% dei consumatori continua ad acquistare nei supermercati ed ipermercati e solo il 9% acquista dai produttori o nei piccoli negozi. La spesa è effettuata o quotidianamente o ogni 2/3 giorni e solo il 27% decide di fare una grande spesa settimanale. “La lotta agli sprechi e alle perdite alimentari – sottolinea il sottosegretario al Ministero dell`Ambiente Barbara Degani – gioca un ruolo decisivo sia per la riduzione dell`impronta ambientale della produzione alimentare, sia nell`assicurare un`adeguata disponibilità di cibo per le generazioni attuali e future. In questo contesto, tra le criticità fatte emergere dal PINPAS (il piano promosso dal MATTM) in questi anni, spicca la mancanza di indicatori omogenei nazionali/europei per la definizione della problematica e di strumenti per la misurazione dell`efficacia di misure di prevenzione ed intervento. A questo si aggiunge la mancanza di piani coordinati di educazione e comunicazione e di accordi tra gli attori della filiera, che rendono frammentarie le azioni atte al contenimento dello spreco. Questi aspetti sono il cuore della campagna Spreco Zero e di tutte le altre azioni previste dal progetto Reduce. È bene sottolineare che, fra le iniziative che sta portando avanti il Ministero dell`Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, c`è anche l`educazione ambientale nelle scuole. Riteniamo necessario che sul tema alimentazione e spreco le coscienze siano formate fin dai primi anni di età“.
“Studiare meglio le cause e i comportamenti dei consumatori è il primo passo per garantire policies adeguate di prevenzione dello spreco – ha affermato alla presentazione di Roma il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del Comitato tecnico-scientifico per il piano nazionale di prevenzione dei rifiuti (Min. Ambiente) – Per questo la campagna europea di sensibilizzazione Spreco Zero andrà quest`anno alla radice dello spreco domestico, che incide in misura rilevante sul fenomeno fino allo 0,5% del Pil italiano. Il 2016, incrociato al nuovo progetto Reduce, sarà l`anno del monitoraggio dei `Diari di famiglia`: rilevazioni scrupolosamente annotate da famiglie campione, che indicheranno con precisione la misura quali-quantitativa dello spreco ad ogni pasto e spiegheranno come il cibo gettato viene di volta in volta smaltito. Un`indagine che avrà la validazione scientifica dell`Università di Bologna – Distal e che, sulla base dei primi pilote test avviati nel 2015, permette già di affermare che lo spreco di cibo domestico reale e` circa il 50% superiore a quello percepito e dichiarato nei sondaggi. Ne deriva che gli italiani, a livello domestico, sprecano effettivamente ca. 13 miliardi € ogni anno. E` su questa sfera che vogliamo agire con una capillare campagna di sensbilizzazione“.


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