Brescia in festa per la tradizionale Fiera di San Faustino e Giovita, patroni della città

Per alcuni secoli si perse parziale memoria delle gesta di San Faustino e Giovita, finchè l’VIII secolo e la diffusione della “Legenda” non ne ravvivò il culto e a ciò si aggiunsero una serie di eventi miracolosi legati ai due santi.

Secondo una tradizione, proprio sotto l’altare della chiesa di Sant’Afra fu rinvenuto un sacco contenente i resti di alcuni martiri bresciani e, in esso, anche due tavolette in legno con su incisi i nomi di Faustino e Giovita. Fu quindi presa la decisione di traslare i loro corpi verso un nuovo edificio sacro a loro dedicato, fissando la data al 9 maggio dell’anno Domini 806, prevedendo per quel giorno una lunga e partecipatissima processione, cui avrebbe deciso di presenziare al passaggio delle reliquie, seppur controvoglia, anche il duca Namo di Baviera, fidato consigliere di Carlo Maglio, recatosi a Brescia su consiglio di alcuni medici, per respirare aria sana e curare alcuni suoi problemi di salute. Il duca non era un convinto cattolico e pare che, all’altezza della porta di Torre Bruciata, venne travolto da dubbi sulla veridicità dei miracoli dei due santi. Si narra che in quel momento le reliquie iniziarono a sanguinare. Secondo la tradizione, Namo, sconcertato, scelse dopo l’accaduto di donare alla citta la piccola croce, cui avrebbe in seguito aggiunto la Croce del campo e l’Orifiamma, poi confluite nel tesoro delle Sante Croci, conservato nel Duomo vecchio cittadino.

FAUSTINO E GIOVITA 5Dal 1438 San Faustino e Giovita sono i patroni della città di Brescia. Ma cosa accadde in quell’anno? A dircelo, un evento miracoloso, secondo cui a ridosso degli spalti del Roverotto, in una città assediata e nel culmine di una battaglia, i due Santi guerrieri scesero a dar man forte alla città, assediata dai milanesi. Il 13 dicembre di quell’anno, secondo la leggenda, i Santi apparvero nelle mura della città, aiutando i bresciani a vincere il nemico, respingendo le palle delle cannonate a mani nude.Ogni 15 febbraio, a Brescia, si rinnova l’antica tradizione della Fiera dedicata a San Faustino e Giovita. L’intero centro cittadino si riempie di bancarelle, profumi, prodotti tipici, dolci, giochi per i più piccoli, con festeggiamenti che richiamano in media circa 200mila visitatori in un’alternarsi di cerimonie sacre, visite alla città e shopping.Quest’anno sono 602 gli ambulanti, di cui 575 italiani e gli altri stranieri, con bancarelle che si snoderanno su 3 km, con un tracciato identico a quello delle ultime due edizioni: via San Faustino, largo Formentone, inclusa piazza Rovetta, piazza Loggia, corsetto Sant’Agata, via XXIV maggio, via Volta, X Giornate, della posta e IV novembre, corso Zanardelli e piazza Mercato.

FIERA 2I Santi vengono celebrati alle 11 nella chiesa di San Faustino, con la messa pontificale detta dal Vescovo di Brescia Luciano Monari e la partecipazione della Corale dei Santi Faustino e Giovita; alle 15 vi è la Santa messa in inglese con la comunità filippina di Brescia, alle 17 i vespri solenni, alle 18:15 la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Gabriele Filippini, Rettore del Seminario Vescovile, con la partecipazione dei seminaristi e del Coro del Seminario.Fin dal medioevo in occasione della ricorrenza della festa dei Santi Patroni, l’abate del monastero di San Faustino, ricevuta la supplica dai rappresentanti della città, si recava a sua volta in Comune, per consegnare ai rettori un berretto, simbolo di protezione e segno di accoglimento della supplica, che era stata loro rivolta dai rettori a nome di tutti i bresciani. Un gesto, questo, carico di simboli, richiamava l’istituto giuridico del “launehil” previsto dalle leggi longobarde, con cui si dava sanzione ad un patto sottoscritto dalle parti, in quel caso il patto di fedeltà reciproco fra la città e i due giovani martiri bresciani.

FAUSTINO E GIOVITA 4Da qualche anno, è tradizione che il sabato precedente la festa del 15 febbraio, il parroco di San Faustino raggiunga palazzo Loggia, per consegnare nelle mani del sindaco il galero rosso, simbolo di protezione e concreta testimonianza della benevolenza confermata alla città dai suoi Santi Patroni. Nel lungo corteo lo accompagnano le rappresentanze di enti e associazioni della comunità bresciana, sia cittadina che della provincia. Oltre all’evento fieristico e ai festeggiamenti, la ricorrenza dei Santi Patroni è l’occasione per affrontare un tema teologico. Il filo conduttore delle varie iniziative e manifestazioni, coordinate dalla Confraternita dei Santi Faustino e Giovita per l’anno 2016, è la Perseveranza; tema declinato in un ricco programma comprendente conferenze, concerti, mostre, rappresentazioni teatrali, allestimenti artistici, oltre alle consuete, solenni cerimonie religiose, in un arco temporale che non si limita alla giornata dedicata ai Santi (il 15 febbraio), proseguendo sino al prossimo 21 marzo.