L’India è una terra fatta di spiritualità e antiche tradizioni che avvolgono il presente e si intrecciano col futuro. Ricco di tracce della colonizzazione portoghese è il Carnevale celebrato a Goa, sulla costa occidentale, dove è conosciuto anche come “Intruz”, dalla parola portoghese “Entrudo”. Le celebrazioni più fastose si tengono nella città di Panaji. Le feste durano 3 giorni e 3 notti, con il leggendario Re Momo che domina sulla città e le strade travolte da enormi parate di carri, balli, musica e colori.Nonostante si tratti di una festa cristiana, nel tempo ha incorporato molti elementi della tradizione hindi. I festeggiamenti, che attirano migliaia di visitatori da tutto il mondo, si concludono con un grande ballo al Club National di Panaji.
Assolutamente da non perdere il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife che inizia con una divertentissima sfilata d’apertura e con l’elezione della Regina della festa. In questo spettacolare concorso, ricco di glamour, le candidate sfilano su un grande palcoscenico, indossando abiti grandiosi, con stupende fantasie, che possono arrivare a pesare più di 100 chili. Dopo l’elezione della Regina della Festa, ha luogo il venerdì la Cavalcata che annuncia il Carnevale, con decine di gruppi musicali e migliaia di persone che, per ore, percorrono le strade, in un’indescrivibile serpentina di allegria e secherzi.
Nei tre giorni successivi, la musica e la voglia di divertirsi conquistano la città, mentre i diversi gruppi in maschera si esibiscono e, attraverso le parole delle loro canzoni ricche di arguzia e ironia, riflettono la realtà sociale e politica con grande umorismo. Il culmine della festa arriva, però, il martedì di Carnevale, con la sfilata del Coso, una grande e sorprendente parata di carri. Il giorno successivo avviene la “Sepoltura della Sardina” a conclusione delle feste. Lo spirito del Carnevale, rappresentato dalla sardina, viene trasportato per le strade su una carrozza, per poi essere bruciato davanti a una desolata e piangente corte di vedove e vedovi che l’accompagnano.
Tuttavia, l’addio definitivo avviene nel fine settimana, con la celebrazione della “Piñata Chica”, che prevede spettacoli, sagre e sfilate. Gli abitanti vivono talmente intensamente il Carnevale che in passato, quando durante il suo regime, il generale Franco proibì a celebrazione di quella festa in tutta la Spagna, non ci riuscì a Tenerife dove, per non perdere questa variopinta ed allegra tradizione, il Carnevale è stato rinominato “Festa d’Inverno” sino al 1976, anno in cui, non esistendo più le censure del regime franchista, si ritornò al nome originario.
Il Carnevale di Binche, città da sogno situata a sud di Bruxelles, è davvero qualcosa di speciale tanto da essere stato riconosciuto dall’UNESCO come un “capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”. Il Carnevale ha origini antichissime. Di sicuro, già a fine 300, i contadini valloni, il giorno di martedì grasso, si riunivano attorno a grandi falò per festeggiare la fine dell’inverno, propiziando fortuna e fertilità alle terre e alle loro donne. Il Carnevale di tipo “binchois” è nato un paio di secoli dopo e si deve agli spagnoli. Nel 1549 qui si tenne una sfarzosa fest,a voluta da Maria d’Ungheria, per impressionare il fratello Carlo V di Spagna, in visita col figlio Filippo II.
L’evento durò una settimana, tra balli e banchetti, parate militari e fuochi d’artificio. Dato che la festa si svolse nel periodo in cui ci fu il ritorno in patria dei conquistadores, venne imposto ai nobili invitati di indossare costumi ispirati a quelli degli Inca. Colpiti da quegli abiti inusuali e variopinti, i belgi li adottarono per le future celebrazioni: ecco spiegate le piume di struzzo. I personaggi simbolo del Carnevale di Binche sono i Gilles, maschere di cera che indossano abiti in paglia, decorati con simboli araldici, zoccoli in legno ed uno scialle bianco, omaggio alle tradizione manifatturiera della zona. Essi ballano al ritmo delle musiche carnevalesche tradizionali, suonate da una piccola fanfara composta da ottoni, tamburi e una grancassa, portano un sonaglio alla camicia e una speciale cintura con un gran numero di campanelli e lanciano agli spettatori arance benaugurali.



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