Situata sulla costa settentrionale della Sicilia, a circa 70 km da Palermo, Cefalù, il cui nome può farsi risalire al greco Kephaloidinio, derivante da Kephaè, con riferimento alla roccia a forma di “capo” che sovrasta la città, è uno dei 15 comuni siciliani rientranti nel Parco delle Madonie. In questa meravigliosa città siciliana si possono ammirare numerosi reperti archeologici: i ruderi di un vecchio Castello, costruito, in origine da due torri e 12 camere, a dimostrazione dell’importanza strategica che ha rivestito in passato; il Palazzo Mandralisca, sede dell’omonimo Museo, fondato nel XIX secolo da Enrico Piraino, barone di Mandralisca, che conserva beni archeologici, conchiglie, una collezione di monete, ospita una galleria d’arte e una biblioteca con oltre 9 mila opere storiche e scientifiche tra cui incunabili, libri e carte nautiche. Il Museo Mandralisca, oltretutto, conserva il celebre “Ritratto d’ignoto” di Antonello da Messina.
Da non perdere l’atmosfera delle strette viuzze contorte del centro storico, in cui respirare aria d’altri tempi ed una visita, in via Vittorio Emanuele, al lavatoio medievale, edificato nel 500 ai piedi di una scalinata di pietra lavica, le cui vasche sono rifornite d’acqua da 22 bocche di ghisa, molte delle quali costituite da teste di leone, al di sotto di pareti a volta bassa. Sono molte le chiese interessanti da vedere mentre si passeggia per il centro: ad esempio, la chiesa di San Leonardo, la chiesa di San Sebastiano e dell’Itria; mentre tra i palazzi spiccano Palazzo Legambi, neoclassico, e Palazzo Pirajno.
Stupendi i resti del tempio di Diana, santuario megalitico adagiato sulla rupe che sovrasta l’abitato, con una funzione in origine sacra, collegata al culto locale dell’acqua, affiancato ad una cisterna protostorica. Assolutamente da non perdere la Cattedrale di Cefalù, eretta per volere di Ruggero I tra il 1131 e il 1240 come atto di ringraziamento a Dio dopo essere sopravvissuto ad un naufragio… un luogo in cui architettura e arte araba, quella bizantina e la cultura latina e nordica si fondono armoniosamente in una mirabile sintesi di stili. Accanto alla Cattedrale si trova il suggestivo Chiostro di Cefalù, costituito da quattro gallerie di doppie colonne esili, sormontate da capitelli decorati con figure bibliche e scene mitologiche, così come da visitare è l’Osterio Magno, palazzo che è stato la dimora favorita di Ruggero II prima di diventare quella dei Ventimiglia, famiglia feudale che governava l’intera area delle Madonie.
Tracce di frequentazione del sito risalgono all’epoca preistorica. Nel IV secolo i Greci diedero al centro indigeno il nome di kefaloidion, dal greco Kefalè, “capo”, nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani, nel 254 a.C. dai Romani. Nel periodo del dominio bizantino l’abitato si trasferì dalla pianura sulla rocca e restano tracce di lavori di fortificazione di quest’epoca (mura merlate), oltre a chiese, caserme, cisterne per l’acqua e forni; nell’858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi, che le diedero il nome di Gafludi, e fece parte dell’emirato di Palermo. Nel 1063 fu liberata dai Normanni di Ruggero I e, nel 1131, fu rioccupato l’antico abitato sulla costa, rispettando la struttura urbana preesistente.
Tra la metà del XIII secolo e il 1451 passò sotto il dominio di diversi feudatari e da ultimo divenne possedimento del vescovo di Cefalù. Nel 1752 vi si iniziano a stabilire i consolati stranieri (Francia, Danimarca, Olanda, Norvegia e Svezia) e la città diventa meta del Grand Tour. Dopo lo sbarco di Garibaldi la città proclamò la sua adesione al Regno d’Italia nel gennaio del 1861. Imperdibile l’estate cefaludese, ricca di numerosi appuntamenti, che insieme alla bellezza della spiaggia e del mare attirano molti turisti: dal 2 al 6 Agosto, i festeggiamenti più importanti sono quelli in in onore del SS. Salvatore. Cefalù merita di essere visitata in quanto ricca di mare, cultura, luogo d’incontro e passaggio di civiltà differenti, mostrando con orgoglio i segni della storia dei popoli che l’hanno abitata.