Piantare alberi su larga scala, fertilizzare gli oceani per la crescita del fitoplancton, coltivare piante da bruciare nelle centrali elettriche stoccando il carbonio preso dal sottosuolo, trattare le nuvole per creare pioggia alcalina in grado di reagire con l’anidride carbonica dell’aria. Questi sono alcuni degli innovativi sistemi ipotizzati per eliminare dall’atmosfera la CO2 dovuta ai combustibili fossili. Sono tutte misure che si renderanno necessarie se non si interverrà tempestivamente per ridurre le emissioni. Ma tutte, comunque, hanno effetti collaterali sull’ambiente che ancora non sono stati approfonditi dalla scienza. A dare l’allarme è uno studio pubblicato sulla rivista Nature. “A Parigi i leader mondiali hanno deciso di limitare l’aumento delle temperature mondiali ben al di sotto dei due gradi, e preferibilmente a un grado e mezzo, ma a meno che le nazioni non facciano sforzi maggiori per tagliare le emissioni, dovremo lavorare per riuscire a rimuovere in modo sicuro la CO2 dall’atmosfera“, spiega lo scienziato Phil Williamson dell’università dell’East Anglia, autore dell’articolo. “I modelli climatici stimano che sarà necessario rimuovere fino a 600 miliardi di tonnellate di CO2, da qui al 2100, per rispettare l’accordo di Parigi. Se non saranno fatti tagli rapidi alle emissioni, un’estrazione significativa della CO2 dall’aria dovrà iniziare entro i prossimi 4 anni, al ritmo di 20 miliardi di tonnellate all’anno“, sottolinea Williamson. “Una tale rimozione è costosa, e non è stata ancora sperimentata sulla scala necessaria, per cui sarebbe molto meglio ridurre le emissioni il prima possibile“.
Clima: diminuzione CO2 influisce sull’ambiente


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?