In un mondo afflitto dai cambiamenti climatici riuscire a trovare dei modi alternativi di produrre energie con la massima efficienza e ad impatto zero sarebbe l’ideale. Nonostante sembrino profilarsi tanti modi alternativi, questi risultano essere o troppo costosi o poco “convenienti” a chi guadagna con le emissioni di gas serra. Nonostante questo, metodi alternativi esistono. Iniziamo con:
Vento solare. E’ un flusso di particelle emesse dal Sole ed è generato dall’espansione della corona solare. Questo flusso è composto da elettroni e protoni. Queste particelle sfuggono alla gravità del sole a causa delle alte energie cinetiche. Come catturare questa energia? Secondo i fisici Brooks Harrop e Dirk Shulze-Makuch si potrebbe utilizzare un satellite per catturare gli elettroni. Il satellite con un cavo di rame cattura l’energia e crea un campo magnetico. Successivamente tramite un laser ad infrarossi lo invia sulla Terra. Purtroppo, però, è necessario trovare dei progetti che possano difendere il satellite dai detriti spaziali.
Laghi esplosivi. Rarissimo disastro naturale, l’eruzione di un lago limnico produce quantità di C02 soffocando tutti gli esseri che lo circondano. Addirittura questa eruzione potrebbe provocare uno tsunami. Tra i casi più noti e conosciuti troviamo il Lago Nyos, in Camerun ed il Lago Kivu. Se mantenute in profondità e sfruttate nel migliore dei modi possibili sarà possibile ricavarne energia.
Vibrazioni. Provocare vibrazioni è molto semplice. Ballare e camminare sono già movimenti che le producono. Riuscire, quindi, a catturare l’energia prodotta da queste azioni potrebbe contribuire a salvare il mondo. Per poterlo fare sono necessari dei materiali piezolettrici, che catturano l’energia prodotta dai piedi che sfiorano la superficie. In una discoteca olandese sono stati già testati questi pavimenti. Infatti, le luci dei locali si alimentano con i passi di danza dei propri clienti.
Feci e urina. L’idea è un po’ nauseante. Pare, però, che questa sia stata sfruttata da alcuni progetti come: il Park Spark project, che vorrebbe sfruttare i bisogni dei nostri animali domestici per produrre energia. Infatti, i ricercatori hanno pensato di creare dei grandi bidoni per gli escrementi canini, sfruttandone il metano che proviene dalla fermentazione di questi. Anche per l’urina è un po’ la stessa cosa. Infatti alla Heriot-Watt University di Edimburgo, un gruppo di ricercatori utilizza una cella combustibile alimentata con urina.
Liquami. Generalmente questo prodotto è altamente inquinante a causa della minirilizzazione e dei nitrati che lo compongono. Un gruppo di ricercatori dell’Università del Nevada ha, però, scoperto che essiccare e bruciare liquami produce molte quantità di energia. Infatti, la sua combustione produce una biomassa che può essere utilizzata come carburante a basso costo. Nonostante, la teoria sia in fase di sperimentazione si stima che questa possa produrre 25 mila kilowatt di energia al giorno.
Meduse. Questi animali sono molto utili per produrre energia. Infatti, il bagliore luminoso è prodotto dalla proteina verde fluorescente, che qualora fosse applicata a degli elettrodi ed esposta a raggi ultravioletti potrebbe rilasciare elettroni. Secondo una ricerca condotta in Svezia, queste potrebbero essere utilizzate per alimentare dispositivi medici.
Zucchero. Che lo zucchero sia una ottima fonte di energia per il nostro organismo è accertato; anche se un eccessivo consumo può provocare delle patologie come: diabete, obesità, iperglicemia e carie ai denti. Secondo, però, un gruppo di ricercatori della Virginia Tech University, ha scoperto che una combinazione di 13 enzimi può trasformare i polisaccaridi e l’acqua in idrogeno. Questo processo chimico potrebbe permettere di ottenere energia pulita da utilizzare nelle automobili.
Calore corporeo. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, propone un metodo alternativo per scaldare le case. Infatti, il sindaco ha proposto di scaldare le case con il calore prodotto dalla metropolitana. Utilizzando questo calore si abbassano le emissioni di CO2 e si tagliano i costi in bolletta. Questa proposta è stata accolta anche da altre città che hanno deciso di seguirne l’esempio, come Parigi e Stoccolma.


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