Sembrerebbe che, in Italia un bambino su 3, con un età inferiore ai 14 anni non dorme bene. Anzi, solo il 68,4% ha un sonno regolare, con una percentuale maggiore al Nord. I dati sono stati elaborati sulla base del progetto “Ci piace sognare” presentati alla Camera. Questi mostrano come sono “111 i pediatri italiani coinvolti, 2.030 bambini esaminati tra Nord, Centro e Sud – spiega Giuseppe Di Mauro, presidente della Sipps-Società italiana di pediatria preventiva e sociale – con il duplice scopo di raccogliere dati finora mancanti e fornire materiale educativo ai genitori sulle corrette abitudini al sonno nelle varie età pediatriche, preparato specificamente per questo progetto e base per un intervento educativo mirato ove necessario“. Secondo i dati, meno di un bambino su 2 tra 1 e 2 anni, si addormenta nel proprio letto. La percentuale sale con l’avanzare dell’età.
Il 10% dei bambini continua a dormire in un’altra stanza; mentre il 20% dei bimbi tra i 5 ed i 5 anni trascorre gran parte della notte nel letto con i propri genitori. Per addormentarsi vi sono tante abitudini, come: guardare la televisione, i videogiochi, il tablet ed il pc. “Ciò che emerge è che si legge davvero poco – sottolinea Marina Picca, presidente Sicupp-Società italiana delle cure primarie pediatriche – Basti pensare che il 65% dei bambini nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 4 anni utilizza la tv o un altro video per dormire. Percentuale che scende vertiginosamente al 48% quando si tratta di sfogliare le pagine di un libro. La percentuale dei bambini che usa la tv o un altro video per addormentarsi sale al 72% tra i 5 e i 9 anni e al 79% tra 10 e 13, ma il dato che maggiormente preoccupa è che sia già il 40% tra 1 e 2 anni. La durata del sonno è risultata minore quando il bambino guarda un video prima di addormentarsi o ha la tv nella propria camera“.
“Fattore qualificante dello studio – evidenzia Paolo Brambilla, pediatra di famiglia, responsabile del progetto ‘Ci piace sognare’ assieme ai colleghi Angela Pasinato e Marco Giussani – è stato quello di affidare l’indagine al pediatra di famiglia, che ben conosce le caratteristiche del proprio assistito e delle sua famiglia e che ha potuto raccogliere dati non influenzati dalla presenza di patologie acute o croniche. Sono state evidenziate, inoltre, le relazioni tra caratteristiche del sonno e obesità, abitudini alimentari, uso dei media e abitudine alla lettura. Il nostro compito è stato quello di aiutare i genitori a compilare un questionario, che indagava la durata e le caratteristiche del sonno e le abitudini serali dei loro piccoli“. Il 27% dei bimbi beve prima di addormentarsi o latte o anche succo, riducendo così le ore di sonno. Il biberon risulta molto utilizzato tra i più piccoli, ma esiste anche un 5% di uso tra i 5 ed i 6 anni. Nel 2015 la National Sleep Foundation (Nfs) americana ha aggiornato le proprie raccomandazioni sulla durata del sonno nelle varie età pediatriche. I consigli sono di dormire 11-14 ore tra 1 e 3 anni, 10-13 ore tra 3 e 5 anni, e 9-11 ore tra 6 e 13 anni. “Il sonno è un aspetto essenziale per il benessere psicofisico del bambino e importanti sono le implicazioni cliniche qualora un bimbo dorma in modo inadeguato dal punto di vista quantitativo e qualitativo – ricorda Luca Bernardo, responsabile rapporti con enti e istituzioni della Sipps – Tuttavia, nessuno studio di popolazione era stato effettuato fino ad oggi in Italia e le nostre conoscenze si basavano su esperienze internazionali. Credo che il progetto ‘Ci piace sognare’ meriti davvero un’attenzione particolare“.


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