Li hanno definiti secoli bui, li hanno insultati, bistrattati e rinnegati, ma gli anni intercorsi in quell’arco di tempo che in seguito è stato definito Medioevo, sono stati fertili, vivaci, culturalmente innovativi e assolutamente fondamentali per la creazione di quella “cultura occidentale/liberale” che oggi, a ragione o meno, ci vantiamo di possedere. Il Medioevo ha dato i natali a personaggi indelebili della storia, italiani che saranno per sempre conosciuti in tutto il mondo, come San Francesco, Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Giotto, Michelangelo Buonarroti, e ci fermiamo qui, perché la lista potrebbe diventare davvero molto lunga.
Quel che è certo è che oggi, persino sui dizionari, la parola Medioevo, viene associata comunemente a qualcosa di superato e retrogrado. Che in realtà potrebbe anche starci, se vediamo il Medioevo non in quanto periodo di arretratezza, ma come un periodo storico del passato. E allora perché non dire “sei un antico greco“, o “un antico romano“, o ancora meglio “un primitivo“? Quello che viene spontaneo dire, invece, è “sei proprio medievale“. Ebbene questa concezione dell'”Età di Mezzo“, visto come un periodo negativo della nostra storia, è di matrice assolutamente illuminista. Nell’epoca “dei lumi” tutto ciò che era riferito al Medioevo venne rinnegato e relegato a mera “ignoranza”, a causa dell‘imbarbarimento dei costumi dovuto alle invasioni dei popoli provenienti dal nord Europa e dal vicino Oriente. Ma se non fosse stato per questo “connubio” tra popoli probabilmente, l’Europa e l’Occidente in generale, non sarebbe ciò che sono oggi.
Anche da un punto di vista culturale, il Medioevo è visto come un periodo “morto”, senza alcuna vivacità nelle arti, questo perché viene spesso messo in contrapposizione al Rinascimento, che vide un prolifero fiorire di arte e letteratura. Ma non è forse vero che le radici più profonde di questo sviluppo artistico affondano proprio nel Medioevo? Periodo nel quale la cultura non venne “rinchiusa nei monasteri”, come spesso si è detto, sebbene le abbazie, come quella di Cluny, furono i centri pulsanti delle arti medievali. La cultura, è vero, nel Medioevo era spesso associata alla religione, in un periodo in cui la “rigidità” cristiana venne fuori in tutta la sua austerità. Ma in fondo, se non fosse stato per il Cristianesimo, oggi non avremmo le magnifiche cattedrali e altre opere religiose che sono tra i fiori all’occhiello dell’Italia, ma anche del resto d’Europa. Cristianesimo che, dopo le tristi pagine delle Crociate e dell’Inquisizione, fu “smorzato”, modernizzato e rivoluzionato dal suo interno nel corso del XVI secolo. Ma stragi come quelle avvenute in nome di un dio, sono state sempre presenti nella storia dell’uomo, e non sono certo prerogativa del Cristianesimo, né tanto meno del Medioevo.
Per quanto riguarda, invece, gli usi e i costumi medievali, spesso definiti decadenti, non bisogna dimenticare che l’ultimo periodo dell‘Impero Romano ha, forse, il primato della decadenza. In contrapposizione, invece, alla cavalleria e alla nobiltà medievale, che sebbene abbiano avuto i loro risvolti negativi, come tutti i fenomeni storici e umani, sono stati comunque la base sulla quale si è fondata poi la “gentilezza” di età moderna, che ha visto in seguito nel “dolce stil novo” la sua massima espressione. Il Medioevo, dunque, come ogni altro periodo storico ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della cultura e delle arti che sono giunte fino ai giorni nostri. L’accezione di “medievale” utilizzata oggi con connotazione negativa e quasi di disprezzo, è assolutamente sbagliata, dato che si è trattato di un epoca che, proprio grazie alle cosiddette “invasioni barbariche”, ha creato quel miscuglio di culture e di etnie, che hanno poi permesso di delineare quelle che sono le popolazioni contemporanee, con i loro pregi e i loro difetti.
In ogni epoca, e oggi è sotto gli occhi di tutti, la “paura dello straniero” si fa sentire in tutti gli angoli della Terra, anche quelli più remoti, e viene vissuta come qualcosa di devastante che modificherà definitivamente le nostre origine e tradizioni. In realtà, quest’ultimo, è un processo inevitabile che avrà luogo nonostante tutto, perché nulla, da quando esiste l’umanità, è rimasto immutato, se non la nostra atavica necessità di spostarci da un posto all’altro del mondo.


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