Gli stessi discepoli di San Valentino ci raccontano di un miracolo che scatenò l’immediata conversione di moltissima gente, loro compresi: quello riguardante la guarigione di Chermone, il figlio di Cratone, afflitto da una paralisi.
Dopo questo miracolo, Cratone stesso, nato da una famiglia pagana, si convertì al Cristianesimo,facendosi battezzare assieme alla moglie, a tutta la famiglia e ai suoi allievi. Anche Cratone, assieme a tutta la famiglia, venne condannato a morte con l’accusa di seguire Valentino e l’unico superstite fu il figlio Chermone. Si dice che sia stato proprio quest’ultimo a edificare la prima Basilica dedicata al Santo Patrono di Terni. Tra i miracoli compiuti dal Santo, anche quello di aver ridato la vista alla figlia cieca del suo carceriere Asterius quando fu catturato e messo in carcere per la prima volta su ordine dell’imperatore Claudio II il Gotico.
Nel corso della sua vita, San Valentino accolse i fedeli con tanto amore, senso di umanità non comune e disponibilità senza limiti di tempo, di giorno e di notte, portando a tutti una parola di conforto; insomma egli è un religioso unico, che non ha esitato a sacrificare la sua vita per la fede, stimolando i giovani ai sentimenti autentici della vita, aiutandoli nel momento di bisogno, nelle difficoltà affettive e nelle incomprensioni.Tra le tante leggende che circondano la sua vita, una molto nota è quella dell’ Amore Sublime. Si narra che Valentino, già Vescovo di Terni, unì in matrimonio il centurione pagano romano Sabino e la giovane cristiana Serapia, gravamente ammalatasi di tisi durante i preparativi.
Tale unione venne ostacolata dai genitori di lei ma Valentino, chiamato dal centurione al capezzale della fanciulla morente, battezzò il giovane soldato, unendo la coppia in matrimonio ma, proprio nel levare le mani in alto le mani per la benedizione, i due sposi vennero avvolti da un sonno beatificante per l’eternità. Un’altra leggenda, chiamata della Rosa della Riconciliazione, ci dice che un giorno San Valentino, sentendo due fidanzati bisticciare al di là della siepe del suo giardino, andò loro incontro, porgendo ad essi una bellissima rosa rossa, raccomandando ai due di stringere insieme il gambo con cautela per non pungersi.
Questo semplice gesto ebbe il magico potere di riconciliare i due innamorati, i quali vollero che fosse proprio Valentino a benedire il loro felicissimo matrimonio.Una variante di questa leggenda narra che il Santo sia riuscito a ispirare amore ai due giovani, facendo volare intorno a loro un gran numero di coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto.Qualcuno, spingendosi oltre, pensa che l’espressione “piccioncini” utilizzata per descrivere due teneri innamorati, possa essere legata proprio a questo episodio.Si narra anche che San Valentino possedesse un bellissimo giardino, coltivando con le sue mani nelle ore libere dell’apostolato… un giardino dove tutti i bambini si riunivano per giocare insieme. Giunta la sera, egli usciva dalla cappella, li benediva e donava a ciascuno un fiore, raccomandando loro di ubbidire alla propria mamma. Ogni bambino, tornando a casa, coltivava così sentimenti di amore e rispetto.
Un’altra leggenda narra che un giorno dei soldati fecero prigioniero il Santo, condannato al carcere a vita dal loro re. In cella Valentino si preoccupava per i bambini che non avevano più un luogo dove giocare. Il Signore, allora, fece fuggire dalla gabbia del custode due piccioni viaggiatori che il Vescovo teneva nel suo giardino e quelli, guidati da un misterioso istinto, si posarono sulla finestra del carcere, ritrovando il loro padrone. Valentino, infatti, li riconobbe da dietro le sbarre, li prese tra le mani, li accarezzò e legò al collo di uno, un sacchetto a forma di cuoricino con dentro un biglietto, al collo dell’altro una chiavetta. I bimbi e i loro familiari lessero il biglietto che diceva:”A tutti i bambini che amo… dal vostro Valentino”, notando che la chiavetta era quella del suo giardino.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?