Fukushima: a processo gli ex dirigenti della Tepco per il disastro del 2011

E’ stata stabilita l’apertura del processo nei confronti di tre ex dirigenti della Tepco, la società che gestisce l’impianto di Fukushima che fu investito dallo tsunami del marzo 2011 causando il più grande disastro nucleare del Giappone. A stabilirlo è stato il tribunale distrettuale di Tokyo, dopo un’inchiesta condotta da una commissione investigativa di cittadini. Le accuse si riferiscono alla negligenza professionale risultata in morte e lesioni personali. I dirigenti sono: il presidente Tsunehisa Katsumata, 75 anni, il vice presidente Sakae Muto e l’altro vice presidente Ichiro Takekuro. Nessuno dei tre è al momento sottoposto a misure restrittive.

I fatti. Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 9 al largo delle coste del Tohoku, forti onde investirono gli impianti della centrale Fukushima Daichi, inficiando il sistema di raffreddamento dei reattori localizzati nei sotterranei. Successivamente, i reattori 1,2 e 3 hanno subito la fusione del nocciolo, mentre alcune esplosioni di idrogeno si sono verificate negli impianti numero 1,3 e 4. La Tepco è stata accusata di non aver preso tutte le misure opportune a prevenire il disastro, nonostante fosse stata avvertita dell’inadeguatezza delle barriere contro le onde superiori ai 15 metri. Le fonti citate dall’agenzia Kyodo News hanno dichiarato che il processo potrebbe essere lungo e difficilmente avrà inizio prima della fine dell’anno a causa della raccolta di prove ed elementi necessari a stabilire la fondatezza della accuse. In primo luogo, la notifica di incriminazione ai tre dirigenti potrebbe diventare un precedente e potrebbe essere riconosciuta responsabile dell’incidente nucleare provocando alcune ripercussioni legali e finanziarie di difficile interpretazione.