Il Carnevale di Venezia, uno dei più affascinanti e misteriosi al mondo

Il Carnevale di Venezia è uno dei più famosi, affascinanti e misteriosi al mondo. La sua storia ha origini antichissime. Il Doge Vitale Falier lo evoca in un documento del 1094, dove il Governo della Serenissima concedeva ai ceti più umili della popolazione un breve periodo di divertimento e festeggiamenti con musiche e balli. Tuttavia, il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica lo si ha nel 1296 con la dichiarazione festiva del primo giorno precedente la Quaresima da parte del Senato della Repubblica. Allora il Carnevale lo si festeggiava per sei settimane (dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri) anche se i festeggiamenti iniziavano con i primi giorni del mese di ottobre. Per mezzo dell’anonimato garantito dalle maschere e dai costumi, si otteneva un’apparente parità tra tutte le divisioni sociali, di sesso e religione e, nel contesto carnevalesco, era persino autorizzata la pubblica derisione alle autorità e all’aristocrazia. Ogni persona era libera di assumere i comportamenti in base al costume che indossava; tanto che il saluto che riecheggiava di continuo, nell’atto di incontrare una nuova maschera, era semplicemente “buongiorno signora maschera”. Le cronache, nei secoli, ricordano il Carnevale che si svolse in occasione della battaglia di Lepanto (1571), quando si assistette ad una fantasmagorica sfilata di carri allegorici, quello in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo (1664), con una mascherata di giovani patrizi che si recarono nel monastero di San Lorenzo e di San Zaccaria, in omaggio alle monache di nobile lignaggio.

VENEZIAIl Carnevale veneziano conobbe il suo massimo splendore nel Settecento, quando divenne sinonimo di licenziosità e piacere, attraversato dall’opera di Casanova e Goldoni, Tiepolo e Longhi, Boucher e Fragonard; un periodo che rese celebre Venezia come luogo di infinite suggestioni, di libertà inimmaginabili altrove, di fantasie che potevano realizzarsi solo qui Quando, poi, l’arrivo di Napoleone decretò anche il tramonto della Repubblica, il Carnevale si spense, pur continuando ad essere festeggiato nelle isole. La secolare tradizione del Carnevale di Venezia tornò agli antichi splendori dal 1979, grazie all’iniziativa e all’impegno di alcune associazioni locali e del Comune. A partire dal 1999 è stata ristabilita la Festa delle Marie, con la novità dell’elezione della fanciulla più bella che diventa quindi “la Maria dell’anno” ed è stato ripristinato anche il tradizionale Volo dell’Angelo, prima nella variante del “Volo della Colombina”.

VENEZIA COPOggi la colomba gigante è stata sostituita da un artista in carne e ossa che, assicurato a un cavo metallico, effettua la discesa dal campanile alla piazza. Sin dalla fine del 1200, si hanno notizie di produzioni di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione. Dopo la fabbricazione dei modelli, la maschera veniva colorata e arricchita di particolari tra cui fregi, ricami, perline e piumaggi. I mascareri, artigiani che realizzavano ogni tipo di maschera, vennero ufficialmente riconosciuti come mestiere con lo Statuto dell’aprile 1436, conservato tutt’ora nell’Archivio di Stato di Venezia. Uno dei travestimenti più comuni nel Carnevale antico era la Baùta, indossata sia dagli uomini che dalle donne, costituito da una maschera bianca (larva) sotto un tricorno nero, completata dal tabarro, un avvolgente mantello che poteva essere di panno o di seta, bianco o turchino, scarlatto per un’occasione di gala, a volte decorato con fronzoli,frange o un fiocco alla militare. Una maschera usata dal popolo era il Bernardone, che si fingeva malato con le stampelle. Famosissima anche la Gnaga, un uomo travestito da donna, mentre Mattacino era il pagliaccio di Carnevale, colui che lanciava uova ripiene di profumi verso i balconi e le persone affacciate.

VENEZIA 2Molte donne indossavano la Moretta, maschera di colore nero, dalla forma ovale, che riusciva a stare aderente sul viso perché trattenuta in bocca dalla donna con un bottoncino. La maschera più bizzarra è senza dubbio quella del Medico della peste, che si contraddistingue per via del suo lunghissimo naso a forma di becco di cicogna. In antichità, in realtà, serviva da protezione e veniva indossata dai Medici della peste. Il becco, riempito con erbe aromatiche per contrastare il fetore,insieme agli occhiali e ad un bastone in legno per toccare gli appestati, era uno degli elementi del loro kit. Il Medico della peste fu una figura tristemente nota a Venezia durante le epidemie del 1347/49, 1575/77, 1630/31, che costarono la vita a decine di migliaia di persone. Quando la peste, agli inizi del 700’, venne debellata, si cominciò ad usare questa maschera per divertimento. Tra le maschere note: Zanni, costituito da un costume a righe bianche e verdi, Arlecchino, conosciuto poiché protagonista, oltretutto, di “Arlecchino servitore di due padroni”, famosa commedia di Carlo Goldoni e il celebre Pantalone, personaggio anziano, avaro e astuto, mercante di Venezia, che contribuisce alla ricchezza della città col commercio, facendola prosperare.