Il fascino di Urbino, una città ricca di storia, cultura e arte

Urbino ha origini antichissime… lo affermano gli antichi scrittori, da Varrone a Plinio il Vecchio e a Procopio di Cesarea ma non si conosce nulla di preciso circa i suoi abitanti, anteriori alle invasioni celtiche e all’insediamento dei Galli Senoni, che furono sottomessi, a loro volta, definitivamente da Rima circa un secolo più tardi, dopo di che anche il territorio marchigiano fu rapidamente latinizzato. Da quel momento inizia la storia di Urbino Romana, la “Urvinum Mataurese”, il cui nome sembra derivare dal latino “urvo” da “urvum”, il manico ricurvo dell’aratro per indicare la conformazione naturale del terreno, mentre “mataurese” sembra derivare dal fiume Mataurus (Metauro), verso cui l’antico insediamento gravitata per distinguerlo da una città dell’Umbria, Urvinum Hortense. Nel XI secolo iniziò la reggenza dei Montefeltro ma fu nel XV secolo che Urbino raggiunse il culmine della sua importanza politica, culturale e artistica con Federico da Montefeltro. Nel 1482 il potere, dopo la morte di Federico, passòa Guidobaldo; periodo, questo, in cui si affermò il grande genio artistico di Raffaello. Nel 1508 il ducato passò ai Della Rovere ma nel 1523, quando la corte trasferì la propria sede a Pesaro, Urbino venne emarginato rispetto ai centri litoranei.

URBINO 2L’ultimo duca di Urbino fu Francesco Maria II della Rovere, cresciuto e formatosi nella corte spagnola, e dopo la sua morte avvenuta nel 1631 Urbino passò allo Stato Pontificio, guidato dal cardinale Antonio Barberini, fratello del Papa.Nel XVIII secolo, con l’elezione al pontificato di Clemente XI, urbinate della famiglia Albani, furono compiute sistemazioni, abbellimenti e costruzioni di valore artistico; sino a che Urbino non entrò a far parte del Regno d’Italia. Urbino, il cui centro storico è dal 1998 Patrimonio dell’Umanità protetto dall’Unesco, ha davvero tanto da offrire ai suoi visitatori, ad iniziare dal Palazzo Ducale, con la famosa facciata dei Torricini, simbolo del potere e della ricchezza dei duchi del Montefeltro; ricco di ambienti suggestivi tra cui il Cortile d’Onore, i Sotterranei e lo Studiolo. Il palazzo è oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche, il cui apparato pittorico conta dei veri e propri capolavori: la “Flagellazione” e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, la “Muta” di Raffaello, la “Profanazione dell’Ostia” di Paolo Uccello e la “Città Ideale” del Laurana. Vicino al Palazzo Ducale si trova il Duomo, eretto dal vescovo Mainardo nel 1066, danneggiato notevolmente dal terremoto del 1789 per poi essere ristrutturato, in stile neoclassico, da Giuseppe Valadier.

URBINO 3Imperdibile la Casa Natale di Raffaello, in via Raffaello, al cui interno si trova un museo con interessanti reperti e arredi d’epoca ma un’unica sua opera: una rappresentanza della Madonna con Bambino. Stupendo il Parco della Resistenza, luogo ideale per ammirare il bellissimo panorama che caratterizza Urbino, passeggiando un po’ e godendo della visione delle colline di Montefeltro.Tra gli altri edifici interessanti: l’Oratorio di San Giovanni, in via Barocci, ancora oggi sede dell’omonima Confraternita, la cui struttura originaria è del 1365 e aveva annesso un ospedale per pellegrini, infermi e penitenti. Si può ancora ammirare il soffitto ligneo originario a carena di nave, mentre la facciata esterna venne ristrutturata nel XX secolo in stile neogotico.Da visitare l’Oratorio di San Giuseppe, sede dell’omonima confraternita, nata agli inizi del XVI secolo anche grazie ai finanziamenti del duca Guidobaldo I da Montefeltro e della moglie Elisabetta Gonzaga, la cui principale opera caritatevole consisteva nell’assistere i condannati a morte.

URBINO 4Uno dei luoghi più visitati di Urbino è la Fortezza o Rocca Albornóz, una costruzione fortificata, edificata sul punto più alto del Monte di S. Sergio a Urbino, che deve il suo nome al cardinale Albornoz, cui tradizionalmente viene attribuita la sua costruzione, nonostante alcuni studi propendono ad attribuire la sua edificazione al suo successore, il cardinale spagnolo Grimoard. Oggi la Fortezza Albornoz ospita al suo interno il Museo “Bella Gerit”, con una parte di ritrovamenti archeologici ed un’altra riservata alla storia dell’equipaggiamento da guerra in uso tra il 1300 e il 1500. A partire dal 1975 l’ampio spazio antistante è stato adibito a Parco pubblico e dedicato alla Resistenza. La sua posizione elevata offre una visione panoramica privilegiata della città di Urbino e del paesaggio che circostante, rendendola un’opera di grande interesse storico e panoramico.