Centinaia di uomini del Genio civile e militare stanno lavorando per rimettere in funzione il Canale Munak, che fornisce il 60% dell’acqua di New Delhi, ed il cui danneggiamento nei giorni scorsi nell’ambito della rivolta della comunità Jat in Haryana, ha causato gravi problemi per milioni di abitanti della capitale. Sale intanto il bilancio della rivolta che ha provocato 19 morti in oltre una settimana di disordini in numerose località per rivendicare privilegi castali di tipo occupazionale e educativo. Grazie a temperature ancora miti l’emergenza idrica nella capitale, che confina con lo stato di Haryana, non ha generato proteste nella popolazione, anche perché, secondo quanto hanno promesso le autorità della capitale, da domani il flusso dovrebbe tornare lentamente alla normalità. Il ministro delle Risorse idriche della capitale, Kapil Mishra, che ieri ha disposto la chiusura delle scuole e varato un piano di razionamento dell’acqua, ha scritto al governo centrale per ottenere l’invio di squadre del Genio militare affinché le riparazioni necessarie siano fatte al più presto. Autorevoli fonti governative hanno dichiarato oggi all’agenzia di stampa Pti che il 35% del funzionamento del canale è stato reso operativo oggi dopo che ingenti forze di sicurezza hanno allontanato in una battaglia campale i dimostranti Jat che si erano impossessati della sala operativa di controllo delle chiuse della struttura. Sui tempi del ritorno alla normalità della distribuzione idrica nella capitale le opinioni sono contrastanti. Si parla delle prossime 24 ore, ma se vi fossero difficoltà nella riparazione delle chiuse di Khubru e Gadbidroli, i tempi potrebbero allungarsi anche a tre o quattro giorni. Ai giornalisti comunque il ministro della Difesa indiano, Manohar Parrikar, ha detto che “la situazione ora è ok” e che l’area strategica di controllo del canale “è gestita dall’esercito in collaborazione con la popolazione locale”. Le ultime tre vittime della rivolta, riferisce l’agenzia di stampa Pti, sono tre manifestanti, che lanciavano pietre contro le forze dell’ordine, colpiti a morte da proiettili. Altri nove sono rimasti feriti. L’esercito e le forze paramilitari hanno cercato, senza successo, di rimuovere barricate lungo la statale Ambala-Delhi che collega la capitale con l’India settentrionale, compresi il Punjab e il Jammu & Kashmir.
India: esercito in campo contro la grande sete di New Delhi


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