La scienza della fantascienza: Lawrence M. Krauss e “La Fisica di Star Trek”

Già bestseller nella primissima edizione di qualche anno fa, la versione ultima de La Fisica di Star Trek (riedito per i libri Corriere della Sera, collana La Scienza come un Romanzo) rimodulata e aggiornata parzialmente dall’autore, un fisico, proprio come la migliore fantascienza letteraria e nello specifico televisivo-cinematografica, sembra, relativamente parlando, sempre più realismo scientifico…. : nel frattempo, alcune delle grandi fantasie avveniristiche narrate nella celeberrima saga di Kirk, Data, Picard eccetera, sono già infanzia scientifica, pur a livelli “embrionali”. In esperimenti d’avanguardia, qualche fotone ha già davvero viaggiato nel tempo e nello spazio , i menu da sorgente quasi immateriale degli equipaggi sono quasi annunciati dalle stampanti 3 D, certe estensioni della VR simulano micro-ologrammi ad personam, Terre gemelle potenziali ricordano i pianeti di alieni intelligenti scoperti dalla Federazione, gli sviluppi dell’AI e le teorie della singolarità quasi anticipano lo stesso Data, i Borg, i computer quantici i supercomputer dell’Enterprise, teorie e indizi dei multiversi e della materia e dell’energia oscura, dei buchi neri stessi non solo pozzi senza fondo, le leggi non newtoniane e universali del cosmo ma imprevedibili e inimmaginabili “esplorate” nella serie televisiva. E cosi via, quasi – a ben captare- un imbarazzo nella scelta, dai sottomenu quasi infiniti di Star Treck.

la fisica di star trekLa prefazione stessa scritta dal genio di uno Stephen Hawking, per la profondità e l’ardimento persino futuribile remoto, non solo prossimo o presente, “suona” quasi una anteprima “musicale” del già leggendario volo del grandissimo Fisico spaziale, finalmente libero, in assenza di gravità, dalla sua tragica condizione umana. Come nella prima edizione, il libro è tutto un bolero, tra la meraviglia narrante e l’improbabile e impossibile che rischia storicamente di diventare quantomeno possibile, coincidenze sincroniche anche, delucidazioni tra fantasie tecnicamente plausibili e inevitabili licenze letterarie, naturalmente anche con il senno di poi, sogni destinati a restare almeno nella fase Rem per altri secoli o millenni o per sempre. E’ il caso ad esempio di uno dei presupposti d’evoluzione tecnologica necessaria per una futurologia quotidiana capace di esplorare davvero in carne ed ossa la nostra galassia. I famosi motori a curvatura, astronavi capaci di viaggiare alla velocità della luce, o quasi o oltre…. La ricerca scientifica attuale non evidenzia scoperte del genere, se non dalle parti del prossimo millennio, stima peraltro ci scommettiamo, fortemente prudenziale, anche per i Trekkisti e probabilmente per l’autore e anche molti scienziati. Inoltre, come ben discusso e presentato dall’autore nei capitoli comparativi tra la science fiction di Star Trek e la reale attuale conoscenza scientifica per l’astronautica, i viaggi spaziali, per forza di cose la fisica ecc., gli alieni della Federazione esistono sicuramente in ben 400 galassie come la Via Lattea, ma magari si sono estinti da milioni da anni o ci saranno tra centinaia di migliaia…. La questione del Contatto dipende da un miracolo statistico equivalente al mistero del big bang e la infinitesimale presenza di qualche protoparticella decisiva per fare l’universo come è: l’improbabile coincidenza o quasi proprio cronologico-storica nella storia della Via Lattea di civiltà intelligenti. Miracolo del Big Bang e dell’inflazione cosmica che pure , questo lo sappiamo tutti ovviamente, si è verificato! Piu facile invece prima o poi contatti a distanza astronomica letteralmente, via qualche frequenza radio o matematica.., sorta di wireless stesso cosmico. E per le esplorazioni oltre il sistema solare, se Hubble e telescopi incredibili già hanno viaggiato nei primissimi attimi del big bang, probabilmente saranno robot e computers futuri intelligenti i nostri eredi futuri nel firmamento, più adatti e meno limitati dalle leggi biologiche di noi umani. In ogni caso con La Fisica di Star Trek, vera e propria scienza della fantascienza, riassumendo (come dal titolo di un bellissimo saggio di oltre 20 anni fa di Renato Giovannoli, area Umberto Eco, è nato un nuovo genere di divulgazione scientifica: come illustra l’autore molti libri modulati in tale apparente ossimoro, e un grande potenziamento per l’educazione scientifica, con la scienza che diventa immaginazione e viceversa, superando certe storiche resistenze, il complesso di Frankenstein che allontana ancora troppi umani dal piacere e dalla rivoluzione mentale e conoscitiva della scienza. (Roberto Guerra)