L’industria degli imballaggi di vetro mostra come un’economia circolare possa funzionare e a confermarlo sono i numeri. E’ aumentata in Italia la raccolta differenziata che sfiora il 77% ed il tasso di riciclo, nonostante la difficile congiuntura economica che ha visto crescere di poco la quantità di bottiglie e vasetti immessi sul mercato, è cresciuto. Solo negli ultimi 5 anni è passato dal 68,3% al 70,3% creando nuova materia rinnovabile per produrre contenitori in vetro. Il riciclo del rottame di vetro riutilizzato nei forni delle aziende vetrarie italiane ha permesso di risparmiare circa 3.020.000 tonnellate, energia per 316 milioni di metri cubi di metano ed emissioni per circa 1,9 milioni di tonnellate di CO2. Di fronte a questi nuovi target di riciclo sarà necessario fare maggiori sforzi per migliorare la qualità e la quantità delle raccolte differenziate. Oltre 512.800 tonnellate di vetro finiscono nei rifiuti indifferenziati, mentre altre perdite emergono negli impianti di selezione e trattamento dei rottami di vetro.
Il riciclo motore dell’economia europea. Secondo il rapporto “Il riciclo del vetro ed i nuovi obbiettivi europei per la circular economy“, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile per conto di Assovetro, l’associazione nazionale degli industriali del vetro aderente a Confindustria, tale settore conta 20.200 occupati e produce 1,4 miliardi di Pil con il 70% degli investimenti green. Il settore della produzione e del riciclo è un importante driver economico per tutta l’Europa, generando 125.000 posti di lavoro e contribuendo con 9,5 miliardi al Pil europeo e riducendo del 48% l’utilizzo di materie prime. Purtroppo sia nella raccolta differenziata che nel riciclo del vetro il sud è all’ultimo posto. In Italia, nel 2014 il riciclo pro capite degli imballaggi è stato di 26,6 kg, il Centro 24,6 Kg ed il Sud solo 16,6 kg con un tasso di riciclo che a nord ha toccato il 73% contro il 54,9% del sud. Per raggiungere gli obbietti del pacchetto circular economy, il riciclo pro capite dovrà arrivare a 28,4 kg nel 2025 e 32,2 kg nel 2030 con uno sforzo maggiore per il Sud. Nel 2025, il tasso di riciclo per il Sud dovrà aumentare del 20% contro il 2% del Nord. Tra la raccolta differenziata al 77% ed il tasso di riciclo al 70,3%, c’è una differenza di circa il 7% di vetro che non prende la strada dell’economia circolare. Lo scarto è dovuto al peggioramento della qualità media della raccolta differenziata e la spinta nella selezione di stabilimenti di trattamento di ceramica e cristallo.
La raccolta differenziata amica dell’ambiente. E’ necessario puntare all’informazione ai cittadini evitando che il cristallo e ceramica vengano conferiti insieme al vetro e riducendo al minimo la frazione fine, cioè i piccolissimi pezzetti di vetro misti a ceramica e cristallo non selezionabili; occorre anche dare obbiettivi ai Comuni che non siano legati solo alle quantità, ma anche alla riciclabilità. Fondamentale è anche l’incremento delle attività di ricerca ed il miglioramento degli impianti per ridurre così al minimo gli scarti che nel 2014 sono stati di 150.000 tonnellate. Tra i miglioramenti troviamo dei selettori ottici che rimuovono i frammenti di ceramica; mentre per quello che riguarda il vetro, la Stazione sperimentale sta portando avanti dei progetti che mirano al recupero di questi scarti. Per migliorare la qualità è necessario tenere d’occhio i metodi per la raccolta differenziata. Ad esempio, la tradizionale campana è il metodo più efficiente dove il 96% del vetro raccolto è riciclato; all’ultimo posto il contenitore stradale per la raccolta mista di vetro, metallo e plastica dove il riciclo è solo del 65%. Da un kg di rottame di vetro si produce un kg di vetro, riducendo così il consumo di risorse naturali e le emissioni di CO2. E’ necessario anche aggiungere la riduzione della CO2, che deriva dalla mancata estrazione e produzione di materie prime: una riduzione di CO2 valutata per il 2014 in circa 1.079.976 tonnellate. Nel 2014 il risparmio di CO2 è stato di 1.860.150 tonnellate pari alle emissioni derivanti dalla circolazione per un anno di circa 1.181.047 auto Euro 5 di piccola cilindrata con una percorrenza media di 15.000 km. La ricerca valuta anche i benefici ambientali che deriverebbero dal raggiungimento degli obbiettivi posti dal pacchetto sulla circular economy al 2030. Sarà necessario riciclare, quindi, 338.000 tonnellate in più rispetto al 2014 che porteranno a risparmiare 59.737 TEP di energia, 633.000 tonnellate di materie prime ed eviteranno le emissioni di 389.861 tonnellate di CO2.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?