Luoghi mistici d’Italia: il fantasma di Gioacchino Murat al castello di Pizzo Calabro

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L’edificazione del castello di Pizzo Calabro risale al periodo del dominio aragonese in Calabria. Il re Ferdinando d’Aragona lo fece edificare nel XV secolo e lo fortificò per sedare una pericolosa congiura ordita contro lui dai baroni e da alcuni feudatari locali, tra i quali Carlo Sanseverino, conte di Mileto e feudatario di Pizzo. Successivamente, durante il periodo napoleonico, fu però Gioacchino Murat a conquistare un posto d’onore nel regno e nel cuore dei cittadini, soprattutto in seguito alla conquista del Regno di Napoli. Ma dopo la caduta di Napoleone, cognato di Murat, anche quest’ultimo venne osteggiato dai poteri forti: tentò di riconquistare il regno, ma imprigionato da Ferdinando IV di Borbone dopo che la sua nave era stata sorpresa da una tempesta, venne rinchiuso proprio nel castello di Pizzo dove, nel 1815, venne fucilato.

FUCILAZIONE MURATOggi non si conosce con precisione il luogo dove sia stato sepolto Murat, e diverse sono state le ipotesi in merito ai gioielli personali che aveva indosso al momento della cattura, come anche al tesoro di guerra che era nascosto sulla nave nel momento in cui è stato portato via con la forza, per poi essere imprigionato. Una delle ipotesi è che il corpo sia sepolto in una fossa comune nella navata centrale della chiesa di S. Giorgio, fatta edificare a Pizzo proprio da Murat pochi anni prima. Secondo altri studiosi il corpo potrebbe trovarsi in un’altra fossa comune, proprio all’interno del cimitero. Poi, nel corso dei secoli, c’è chi ha sostenuto che il corpo fosse fosse stato gettato in mare, ma senza testa. Quest’ultima sarebbe poi stata inviata a Ferdinando di Borbone.

CASTELLO PIZZOOvunque si trovi il corpo, intorno alla figura di Murat, e in particolare al suo fantasma, si sono venute a creare diverse leggende che ne vedono lo spirito vagare ancora in cerca di vendetta all’interno del Castello. Sono molti i testimoni che nel corso dei secoli hanno riferito di aver sentito, di notte, rumori di catene all’interno della navata della chiesa. Quest’ultima, poi, è stata vista illuminarsi all’improvviso, mentre una voce inquietante rimbombava pronunciando parole incomprensibili. In epoca più recente una donna del luogo ha giurato e spergiurato di aver visto il fantasma di Murat levitare in aria coperto di ermellino. Infine, in passato, alcuni cittadini di Pizzo hanno riferito che per diversi anni, sempre alla stessa ora e nello stesso giorno in cui la flotta di Murat venne sorpresa dalla tempesta e catturata, in cielo si verificava uno strano fenomeno atmosferico, caratterizzato da lampi e tuoni, definita da tutti ‘a tempesta di Giacchinu.