In Italia le persone affette da qualche forma di sordocecità sono quasi 189 mila, ovvero lo 0,3% della popolazione. Un numero esponenziale rispetto alle stime precedenti, che contavano da 3 a 11 mila persone. È quanto emerge dal primo studio sul fenomeno della sordocecità in Italia, promosso dalla Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’Istat. Lo studio “La popolazione italiana con problemi di vista e udito“, è stato presentato stamane alla Camera dei deputati in vista della Giornata delle Malattie Rare del 29 febbraio, e ricostruisce per la prima volta, attraverso la classificazione internazionale Icf (che considera la disabilità come il risultato dell’interazione tra le condizioni di salute di un individuo e l’ambiente in cui vive), le reali dimensioni del fenomeno della sordocecità, finora decisamente sottostimato.
Secondo la ricerca, il 64,8% delle persone sordocieche è donna, mentre l’87,9% ha più di 65 anni. Il 30,6% vive nelle regioni del Sud, il 21,4% nel Centro, il 16,8% nelle Isole. Circa 108 mila persone (circa 6 su 10) sono di fatto confinate in casa, non essendo in grado di provvedere autonomamente a se stesse a causa di altre gravi forme di disabilità che spesso si aggiungono ai problemi di vista e udito. “Dopo oltre 50 anni di attività – ha spiegato Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro – da tempo avevamo avvertito la responsabilità di dover identificare il numero delle persone con problemi di vista e di udito realmente presenti in Italia, perché l’esperienza quotidiana ci dimostrava che i dati in nostro possesso derivanti da precedenti analisi non potevano essere attendibili. Il prezioso contributo dell’Istat, a cui va il nostro sentito ringraziamento, ha evidenziato i contorni di una vera e propria emergenza a cui è necessario rispondere con forza”.


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