E’ grande come un gettone, è di quarzo e può contenere fino a 360 terabyte, conservandoli per 14 miliardi di anni. Sviluppata alla Southampton University, per capire la sua “portata” basti pensare che il nostro pianeta ha 4.534 miliardi di anni, l’universo ne conta ben 13,82 miliardi, mentre la nuova memoria può contenerne 14 miliardi. Tutto ciò grazie alle straordinarie proprietà del quarzo, che già aveva permesso ai ricercatori di riuscire ad archiviare dati per almeno 300 milioni di anni, praticamente “nulla” a confronto con i 14 miliardi ottenuti adesso. Inoltre, anche la capacità di 360 terabyte, ovvero 360.000 gigabyte, di dati in un gettone così piccolo lascia a dir poco sbalorditi: ha le dimensioni di una moneta, rispetto alla quale è solo leggermente più spesso. Vi state chiedendo quanti siano 360 terabyte? Basti pensare che potremmo inserire in questo piccolo oggetto, tutta la storia umana. Ma per farlo non basta un semplice computer: si possono imprimere i dati solo tramite un laser a femtosecondi, che in sostanza “scrive” sul disco di quarzo sfruttando una struttura a tre dimensioni composta da tre livelli separati tra loro da pochi micron. Per leggere questi dati è necessaria la medesima tecnologia, attraverso l’interpretazione dell’orientamento delle onde di luce che lo attraversano.
Durevolezza e capienza, dunque, tra le caratteristiche di questo oggetto, ma anche, non meno importante, la resistenza: è in grado di sopportare temperature fino ad oltre 157°C. A questi “dischetti”, dunque, potrebbe essere affidato il compito di comunicare la nostra storia alle generazioni future o, perché no, ad altri esseri viventi. Per ora gli scienziati hanno registrato su questo innovativo supporto alcune tra le opere più importanti della storia umana, tra cui la Magna Carta, la Dichiarazione universale per i diritti umani e la Bibbia.


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