NASA, esperimento “Veggie”: i primi fiori sbocciati in microgravità

Le piante di zinnia hanno fatto parlare di sé già lo scorso 16 gennaio: i primi fiori sbocciati in microgravità, nell’ambito dell’esperimento Veggie della NASA, sono stati raccolti nel giorno di San Valentino da Scott Kelly, astronauta della ‘one-year mission’. L’11 febbraio è stata eseguita la stessa operazione nei laboratori del Kennedy Space Center della NASA, dopo tre mesi circa dall’avvio delle coltivazioni, avvenuto il 13 novembre.

Inizia quindi una nuova fase che prevede la comparazione tra i fiori sbocciati nello spazio e quelli fioriti sulla Terra per verificare la differenze nei processi vitali delle piante. Le zinnie cresciute in condizioni di microgravità sono state sottoposte a determinati fattori assenti sulla Terra e hanno sviluppato muffe e funghi che si temeva potessero compromettere l’esito dell’esperimento, spiega l’ASI.

Credit: NASA/Bill White
Credit: NASA/Bill White

La coltivazione di piante da fiore apre le porte a futuri scenari ‘agricoli’ in orbita, in vista di missioni nello spazio profondo e viaggi verso Marte.

Non è il solo traguardo conseguito da Veggie. Dedicarsi al giardinaggio, infatti, contribuisce al benessere degli astronauti anche da un punto di vista psicologico, soprattutto per chi è impegnato in missioni di lunga durata come Kelly. Anche il team di terra dell’esperimento ha provato un trasporto emotivo durante la coltura delle piantine. Ed è stato proprio questo coinvolgimento che ha portato Kelly a raccontare, sul suo profilo Twitter, il momento della raccolta con un certo rammarico (a destra, l’immagine del tweet). “Ho curato i fiori spaziali fino in fondo sino ad oggi e ora restano solo ricordi”, ha twittato l’astronauta. Anche i ‘giardinieri di terra’, Chuck Spern e John Carver, hanno provato dispiacere a tagliare le corolle dopo averle seguite costantemente per tre mesi. “Ma è nell’interesse della scienza, così potremo andare su Marte”, ha commentato Spern, pensando a scenari futuri.

redit: NASA/Bill White
redit: NASA/Bill White

I fiori raccolti nel laboratorio del KSC sono stati sottoposti a tre tipologie di trattamento per la loro conservazione. Quelli delle piante più vecchie sono stati tagliati per i loro semi e sono stati essiccati all’aria, a temperatura ambiente, per consentire ai semi di essere testati per la germinazione e la potenziale ricrescita. Altre corolle invece sono state congelate ad una temperatura di -80°C per test microbici, mentre un terzo gruppo è stato semplicemente pressato. Tutti i componenti del letto di coltura sono stati immagazzinati a -80°C per successive analisi, spiega l’ASI.

Stesse modalità di conservazione per le zinnie spaziali e il loro sistema di coltivazione che, in una prossima missione di rifornimento, verranno inviati sulla Terra.

Ma le attività di giardinaggio sulla ISS non si fermano qui. Unanuova versione di Veggie, designata Veg-03, è in preparazione con due tipi di ortaggi: di nuovo la lattuga rossa romana, che sarà consumata dagli astronauti, e la ‘Tokyo Bekana’, una particolare varietà di verza cinese.