Le onde gravitazionali sono delle vibrazioni dello spazio-tempo provocate da fenomeni molto violenti, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang, che ha dato origine all’universo. Le onde gravitazionali percorrono l’universo alla velocità della luce e creano delle increspature. Non solo, questi fenomeni hanno la capacità di conservare i ricordi degli eventi che le hanno generate. Adesso la loro esistenza permette di osservare una porzione di universo invisibile e misteriosa come le zone in cui sono presenti buchi neri. La scoperta delle onde gravitazionali ovviamente conferma la teoria della relatività generale di Einstein. La teoria rivela che, quando una massa è accelerata emette onde gravitazionali. Questi segnali sono molto complessi da rilevare, in quanto fanno oscillare tutto lo spazio-tempo. Negli anni ’60, il fisico Joseph Weber ha creato uno strumento che avrebbe potuto rilevarlo. Creò, infatti, due grandi antenne cilindriche distanti fra loro 1000 km che se attraversata da un’onda gravitazionale avrebbero oscillato con un ritardo l’una rispetto all’altra. L’esperimento fu un fallimento. A questo seguirono gli esperimenti Auriga e Nautilus condotti nei Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Legnaro e Frascati e con Explorer al Cern di Ginevra. Oggi gli strumenti più avanzati sono interferometri laser come le macchine gemelle americane Ligo e Virgo ideato da Adalberto Giazotto e realizzato a Cascina dalla collaborazione tra Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Centre National de la Recherche Scientifique proprio nell’ambito dello European Gravitational Observatory. L’obbiettivo futuro è quello di costruire un telescopio gravitazionale nello spazio che potrebbe nascere grazie ai test che sta conducendo la missione Lisa Pathfinder, dell’Agenzia Spaziale Europea.
Onde gravitazionali: adesso si punta alla costruzione del telescopio gravitazionale


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