Onde gravitazionali, è “rivoluzione” per gli esperimenti spaziali: si aprono a tecniche osservative mai usate prima

Dopo più di cinquant’anni di ricerca, la rivelazione diretta di onde gravitazionali ci permetterà di aprire un nuovo capitolo dell’astrofisica, basato su una nuova tecnica osservativa mai sfruttata in precedenza“. Lo afferma Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, commentando l’annuncio dell’osservazione, avvenuta per la prima volta in modo diretto, delle onde gravitazionali previste da Einstein. “In questo ambito – prosegue Battistongli esperimenti spaziali giocheranno un ruolo decisivo sia contribuendo a localizzare le sorgenti gravitazionali per mezzo di segnali luminosi (raggi X e raggi gamma) sia realizzando interferometri come quelli realizzati a terra ma milioni di volte più grandi e sensibili, posti nello spazio, strumenti di cui l’esperimento Lisa Pathfinder recentemente messo in orbita con l’ultimo lancio del Vega è il precursore“.

LaPresse/Reuters
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Oltre alla banda ottica – spiega l’Istituto nazionale di Astrofisica -, la ricerca delle possibili sorgenti delle ondegravitazionali già si estende infatti a tutte le lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico: dalle onde radio ai raggi gamma. Per far questo i ricercatori utilizzano anche i telescopi che lavorano nello spazio come Swift (missione Nasa con partecipazione di Italia e Regno Unito), che osserva nelle bande della luce ultravioletta, i raggi X e gamma, Fermi (missione Nasa con importanti contributi da Italia, Giappone, Francia e Svezia), dedicata allo studio dell`universo nei raggi gamma e la missione tutta italiana Agile, nelle quali l’Inaf ha importanti partecipazioni, portate avanti proprio con il supporto dell`Agenzia Spaziale Italiana.

Dr. Rainer Weiss, emeritus professor of physics at MIT, (L) and Dr. Kip Thorne of Caltech (R) listen during a news conference to discuss the detection of gravitational waves, ripples in space and time hypothesized by physicist Albert Einstein a century ago, in Washington February 11, 2016. The waves were detected by twin Laser Interferometer Gravitational-wave detectors (LIGO) in Louisiana and Washington states in September 2015.    REUTERS/Gary Cameron
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Tra i ricercatori dell’Inaf che sono coinvolti nella ricerca di sorgenti di onde gravitazionali con missioni spaziali, c’è anche il team di Integral, satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per l’astrofisica nei raggi X e gamma. “Integral viene costantemente allertato in tempo reale dai colleghi di Ligo quando rivelano l’arrivo sulla terra di segnali gravitazionali, come nel caso dell’evento del settembre scorso”, dice Pietro Ubertini, direttore dell’Inaf-Iaps e responsabile del gruppo italiano per la ricerca delle sorgenti di onde gravitazionali con Integral. “L’esperimento Ligo ha rivelato un segnale gravitazionale di notevole intensità ma non è stato in grado di decifrare la direzione di arrivo. Quindi nulla sappiamo sulla sorgente cosmica che ha causato questa collisione tra buchi neri, né dove sia esattamente nel cielo: una galassia gigante? Due buchi neri isolati che viaggiano nello spazio? E` quanto cerchiamo di scoprire anche con Integral, grazie al suo grande campo di vista ed elevata sensibilità”.