La scoperta delle onde gravitazionali è una svolta nello studio e nella comprensione dell’universo. Certo, apre nuovi scenari, nuovi problemi, dubbi e perplessità, ma è certamente straordinaria. La notizia ha resto entusiasti e orgogliosi anche i ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento e del Tifpa, dove lavora il gruppo di ricerca coordinato da Giovanni Andrea Prodi, da più di 20 anni alla ricerca delle onde gravitazionali, che ha preso parte attiva alla scoperta di questi giorni. I ricercatori trentini, insieme ai colleghi di Padova e all’unità di ricerca di Hannover e della Florida hanno creato un algoritmo di analisi in grado di cercare, tra i dati prodotti dai rilevatori, le onde gravitazionali. Il 14 settembre fu proprio il gruppo di Prodi con Hannover a certificare i dati e a segnalare la probabile presenza di onde gravitazionali agli altri scienziati. La rilevazione delle onde gravitazionali ha permesso anche di captare la collisione e fusione di due buchi neri durato due decimi di secondo.
Durante la conferenza stampa della giunta provinciale di oggi, il presidente Ugo Rossi e l’assessore all’università e ricerca, Sara Ferrari hanno manifestato il loro orgoglio e gratitudine nei confronti dei ricercatori del Dipartimento di Fisica e nei confronti di tutto l’Ateneo. “È un risultato che conferma ulteriormente la qualità e la reputazione che il sistema trentino della ricerca può vantare a livello nazionale e internazionale – hanno commentato nell’incontro con i giornalisti. La presenza di nostri ricercatori in progetti di così ampio respiro, strategici per lo sviluppo della conoscenza scientifica, ci rende orgogliosi perché fa parlare bene di noi e ci fa conoscere fuori dai nostri confini per le nostre competenze. Ci dà inoltre un riscontro positivo sugli investimenti che in questi anni sono stati fatti per sostenere la ricerca, chiamando persone valide, dando opportunità ai giovani e mettendo a disposizione strutture e attrezzature adeguate al lavoro scientifico“. “Quella a cui abbiamo assistito è una scoperta di straordinaria importanza che segna un punto fondamentale nella fisica e che vede anche questa volta il contributo della ricerca dell’Università di Trento – dichiara entusiasta Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento – .
“La qualità scientifica e la passione dei nostri ricercatori li porta ad essere parte di risultati di enorme importanza facendo del nostro Ateneo una università molto più grande delle sue dimensioni. Sappiamo che questi risultati sono anche il frutto della scelta del Trentino di fare della ricerca scientifica un fattore strategico. Un ringraziamento particolare – continua il rettore – a Giovanni Prodi, al suo gruppo di appassionati ricercatori e ai tanti che ogni giorno ci fanno sentire orgogliosi del nostro Ateneo“. Il team di ricerca vede la partecipazione dei ricercatori dell’INFN di Padova e dei dottorandi di Trento. Importante è anche la collaborazione dell’Albert Einstein Institute di Hannover e dell’University of Florida. Il gruppo sta cercando anche di migliorare la sensibilità dei rilevatori con i ricercatori Livia Conti e Jean Pierre Zendri dell’INFN di Padova. Link al sito del gruppo di ricerca Padova-Trento:http://www.virgo.lnl.infn.it. Oggi è stato poi ricordata la conferenza di stasera alle 18 nell’aula 6 del Dipartimento di Lettere e Filosofia dove sarà approfondita la scoperta. Importante anche l’evento con l’Assemblea del Dipartimento di Fisica che avrà luogo a Povo martedì 16 febbraio. Lunedì sarà proiettato la storia del premio Nobel 2055 Roy Glauber, che collaborò al progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica.


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