“Sono un presidente fortunato: durante il mio mandato è stato scoperto il bosone di Higgs e ora le onde gravitazionali. Siccome ci restano ancora tre anni di mandato, vorrei un altro regalo: vorrei che un segnale di materia oscura si manifestasse“. Così Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare, durante la conferenza pubblica “Einstein aveva ragione. Di che cosa parliamo quando parliamo di onde gravitazionali“, organizzata dall’Infn e dalla Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica.
Due ore di scienza, raccontata con brio e semplicità, da alcuni dei protagonisti dell’avventura che ha portato alla rivelazione delle onde gravitazionali da parte delle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo. Oltre a Ferroni sul palco il fisico Antonio Masiero, vicepresidente dell’Infn, Fulvio Ricci, fisico dell’Infn e coordinatore di Virgo, Viviana Fafone (Infn, collaborazione Virgo) oltre al direttore di “Le Scienze” Marco Cattaneo in qualità di moderatore (l’evento sarà trasmesso il 24 febbraio su Rai Scuola).
I filmati, le animazioni e il dialogo con gli scienziati, hanno davvero offerto al pubblico presente in sala (tutti esauriti i 520 posti) e collegato in diretta streaming grazie a Rai Cultura, la possibilità di visualizzare lo straordinario potenziale dell’astronomia gravitazionale e il livello tecnologico dei nuovi strumenti per l’esplorazione del cosmo profondo.
E se davvero c’è ancora qualcuno che si chiede a che serve scoprire le onde gravitazionali, allora, ha detto Ferroni “vuol dire che c’è un anello mancante, che si è spezzata la catena della conoscenza e la valorizzazione del meccanismo che porta dalla conoscenza all’innovazione”.

Lo storia dell’Infn – “che da 64 anni si autogoverna, non c’è un politico che viene a dirci cosa dobbiamo fare”, ha detto Ferroni – è costellata di risultati importanti “che forse negli ultimi anni hanno avuto una densità maggiore”. Questo ente possiede, “grazie a persone lungimiranti che lo hanno diretto, il Laboratorio sotterraneo più bello del mondo quello del Gran Sasso” dove sono in corso esperimenti per dare la caccia alla materia oscura. “Credo che questa comunità – ha detto Ferroni alla fine della serata – sia pronta per continuare a lavorare per capire le proprietà del bosone di Higgs e tutto quello che ruota intorno ai grandi acceleratori di particelle; sia motivata per studiare le profondità del cosmo non solo attraverso le onde gravitazionali ma attraverso quello che chiamiamo il meccanismo dei messaggeri cosmici, attraverso l’osservazione dei fotoni o dei protoni che ci vengono dalle profondità del cosmo per capire meglio come funziona. Stiamo mettendo insieme un quadro che è molto lontano dall’essere completo, tuttavia – ha aggiunto – grazie ai gruppi delle onde gravitazionali, abbiamo aggiunto un messaggero. E non ce ne stanno molti”. “Stiamo anche installando un osservatorio per neutrini alla profondità di 3.500 metri al largo di Capo Passero in Sicilia. Stiamo costruendo tutto il quadro che ci potrà aiutare a capire il cosmo”.
“Con molta umiltà ma con determinazione feroce noi – ha concluso Ferroni – continuiamo il nostro cammino. Se ci lasciano lavorare, credo che daremo altre grandi soddisfazioni a questo Paese”.


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