Onde gravitazionali: “questa scoperta apre una nuova finestra sull’universo”

Quest’anno è l’anno dell’astronomia. Finalmente dopo anni di ricerca è stato confermato quanto teorizzato da Einstein cento anni fa. Sono state rilevate le onde gravitazionali. “Siamo felicissimi“, dichiara Alessandra Buonanno, ricercatrice nell’istituto tedesco intitolato ad Einstein di Ligo, in una intervista a Repubblica. Secondo la ricercatrice, un contributo fondamentale è stato dato dai modelli matematici elaborati dal 1999 “per descrivere che tipo di onde gravitazionali vengono emesse da particolari sistemi astrofisici: coppie di stelle o di buchi neri che ruotano una intorno all’altra“. Innanzitutto abbiamo escluso che fosse dovuto a una fluttuazione statistica del rumore del rivelatore: la probabilità che si verifichi un caso del genere è di una volta ogni 200 mila anni. Poi la forma del segnale ci ha permesso di ricostruire lo straordinario evento al quale avevamo assistito: i due corpi celesti erano a circa 1,3 miliardi di anni luce da noi e avevano masse dell’ordine di 30 volte quella del Sole, ma hanno orbitato l’uno attorno all’altro senza sgretolarsi, fino ad essere molto vicini. L’unica possibilità era che si trattasse di buchi neri, oggetti molto densi e con un raggio di un centinaio di chilometri. Hanno continuato nella loro danza sempre più veloci fino a fondersi in un solo buco nero. E al crescere dell’accelerazione di un corpo verso l’altro cresceva anche l’emissione di onde“.  Secondo la ricercatrice quello che abbiamo visto si riferisce solo alla parte finale e più drammatica di questa danza, le ultime cinque o sei rivoluzioni dei due buchi neri che sono durate mezzo secondo“, “sembra straordinario anche a noi, ma è così. Non solo: la nostra conoscenza delle onde gravitazionali apre una nuova finestra sull’universo. I buchi neri, per definizione, non emettono alcuna radiazione se non quella gravitazionale, e nessun telescopio al mondo avrebbe potuto rivelare la fusione dei due buchi neri che invece ha visto Ligo“. E conclude: “In base ai nostri calcoli ci aspettiamo molti di questi eventi ogni anno. Il lavoro per Ligo e per l’analogo esperimento italo-francese Virgo è appena iniziato“.