Albert Einstein le aveva teorizzate 100 anni fa, e ora sono una realtà concreta e provata. Le onde gravitazionali, le increspature spazio- tempo e, quindi anche i buchi neri, esistono. Ma la fantascienza, si letteraria che cinematografica, si è da sempre data alla pazza gioia sull’argomento. Basti pensare al recente Interstellar o, un po’ meno recente, a 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. E anche in Star Trek i viaggi spazio-temporali e le realtà parallele sono stati riprodotti diversi volte. Ma anche telefilm come Doctor Who, per citarne uno recente, o Quantum Leap, la cui prima puntata andò in onda nel 1989. Anche nel film cinematografico Contact di Robert Zemeckis (1997), ispirato al romanzo di Carl Sagan, grazie a un tunnel spazio-temporale, Ellie (Jodie Foster) può viaggiare attraverso vari sistemi stellari. Persino in The Avengers (2012) di Joss Whedon, un wormhole porta gli alieni invasori di Chitauri sulla Terra. Interstellar di Christopher Nolan, infine, del 2014, vede il protagonista Cooper, interpretato da Matthew McConaughey, proiettato in un sistema parallelo grazie ad un tunnel spazio – temporale.
Onde gravitazionali: romanzi, film e telefilm ne parlano da decenni


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