Onde gravitazionali: “scoperta rivoluzionaria, ma ci vuole un pò di prudenza”

E’ poi così rivoluzionaria la scoperta delle onde gravitazionali? Secondo Eloisa Bentivegna, ricercatrice presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania, si è una scoperta rivoluzionaria “ma ci vuole anche un pò di prudenza“, dichiara al Giornale di Sicilia.Cosa troveremo è tutta un’altra storia, si possono svelare nuove realtà o confermare quel che conosciamo. Intanto c’è un primo stadio che è quello di avere ora a disposizione mezzi totalmente nuovi per guardare e capire le cose, molte delle quali oggi sappiamo di non sapere, se non per deduzione. Nel senso che ora è stato scoperto un nuovo strumento, non ancora una nuova realtà. Già nel 1974 si era avuta una conferma indiretta dell’esistenza delle onde gravitazionali, scoperta che era valsa un Nobel per la fisica nel 1993. Ma non era ancora una prova diretta. Ora si è trovato ciò che si cercava e che non era stato individuato per un secolo. Grazie però a questo nuovo canale potremmo finalmente rispondere a domande attualmente aperte, ma anche scoprire fenomeni di cui finora non sospettiamo nemmeno l’esistenza. È quindi come se acquisissimo un secondo senso nell’esplorazione dell’Universo: oltre alla vista, che ha finora dominato la ricerca astronomica, potremmo contare sull’udito. Di fatto si apre tutta una nuova branca dell’astronomia, possono arrivare nuove scoperte attese e anche inattese. Possiamo avere nuovi elementi sui buchi neri, sulle stelle ai neutroni. Se venissimo a conoscenza del campo gravitazionale intorno a questi oggetti potremmo capire di più di questi oggetti. Potremmo avere nuove informazioni sulla densità della materia, e di conseguenza potremmo studiare meglio il suo comportamento in condizioni estreme“.