Parmigiano Reggiano “taroccato”: trovata segatura nelle confezioni del “Parmesan”

La scoperta di segatura di legno in una confezione di formaggio duro grattugiato made in Usa e venduto come ‘parmesan’ conferma che i consumatori statunitensi continuano ad essere esposti a rischi di frodi e contraffazioni che vanno assolutamente rimossi nell’ambito dei negoziati TTIP tra Unione Europea e Usa, consentendo di eliminare anche i danni che continuano a riversarsi sui produttori di Parmigiano Reggiano a causa di imitazioni e richiami alla denominazione originale che generano confusione e sospetti tra i consumatori d’oltre oceano”. A dichiararlo è il Consorzio del Parmigiano Reggiano in seguito alla scoperta, da parte della FDA (Food and Drugs Administartion) della presenza di cellulosa in confezioni di formaggio duro statunitense grattugiato, scoperta venuta alla luce anche grazie ad un servizio giornalistico dell’agenzia Bloomberg. Si tratta di vera e propria segatura di legno, presente nelle confezioni oltre i limiti della normativa consentita negli Stati Uniti. “Una situazione – spiega il Consorzio – che in alcun modo si può verificare con il ricorso ad autentico Parmigiano Reggiano, perché l’uso della denominazione comporta proprio l’uso esclusivo del nostro formaggio e l’assenza di qualsiasi additivo e coadiuvante”.

Se il prodotto reperibile negli Usa è accompagnato dal marchio “fetta e forma” – spiegano ancora dal Consorzio – questo significa, oltretutto, che è stato importato dall’Italia già confezionato e controllato, escludendo così qualsiasi ipotesi di manipolazione. Il vero problema è rappresentato dai prodotti che circolano liberamente negli Stati Uniti e sono caratterizzati non solo da denominazioni ambigue, ma anche da elementi grafici che sulle confezioni si richiamano direttamente al nostro Paese (il tricolore è il più usato, ma speso vi sono richiami a monumenti e opere d’arte), inducendo i consumatori a ritenere che il prodotto provenga dall’Italia”.

I dati delle nostre più recenti ricerche – spiega ancora l’Ente di tutela – ci dicono quanto alta sia la probabilità che i consumatori vengano ingannati: di fronte a confezioni caratterizzate da elementi di “italian sounding”, infatti, il 67% degli acquirenti americani è convinto di trovarsi di fronte ad autentico prodotto italiano“. “La vicenda della cellulosa nelle confezioni di formaggio americano proposto come “parmesan” – conclude il Consorzio – dimostra da una parte che la sicurezza, anche negli Usa, risiede solo nell’acquisto di autentico Parmigiano Reggiano e, dall’altra, ripropone l’urgenza di nuove norme di tutela che negli Stati Uniti consentano una reale difesa degli interessi dei consumatori e, contemporaneamente, la tutela di quella dei produttori italiani, danneggiati dalla libera circolazione di prodotti di imitazione ed evocativi della nostra denominazione che ammontano a 100.000 tonnellate”.