Arrivano le grandi piogge sull’Italia: si spalanca la porta dell’oceano Atlantico che spingerà nel cuore del Mediterraneo numerose perturbazioni provenienti dall’oceano. L’evoluzione del mese di febbraio cambierà marcia nei prossimi giorni: prepariamoci a salutare l’anticiclone, stavolta con un vero e proprio “addio”. Non è una brutta notizia: si concluderanno in poco tempo le grandi emergenze che stanno attanagliando gran parte del Paese, prima di tutto la siccità ma anche lo smog e infine gli incendi che stanno flagellando il nord/ovest. Il maltempo in arrivo, però, non sarà accompagnato dal freddo: solo un po’ di fresco, temperature comunque qualche grado superiori alle medie del periodo e nevicate soltanto in montagna, ad alta quota sui rilievi. Ma andiamo con ordine.
In queste ore si sta concludendo al Sud la veloce sfuriata fredda e perturbata di cui abbiamo a lungo parlato negli ultimi due giorni. Forti venti, piogge e nevicate a bassa quota che però si esauriranno già nella sera/notte. Domani, venerdì 5 febbraio, sarà una giornata di bel tempo in tutto il Paese: sole pieno ovunque, qualche nube al nord e in Sardegna ma senza precipitazioni. Le temperature saranno ancora fredde nelle Regioni Adriatiche al Sud, ma decisamente miti al Nord/Ovest e nelle Regioni centrali tirreniche. In Puglia, Bari, Lecce e Brindisi faranno fatica a superare i +10°C mentre tra Piemonte e Liguria la colonnina di mercurio arriverà a lambire i +20°C.
La situazione cambierà drasticamente nel weekend: arriverà dall’oceano Atlantico il primo serio peggioramento della stagione. Quello che poi si rivelerà il primo di una lunga serie. Intanto però sabato 6 splenderà il sole in quasi tutt’Italia, soltanto nel pomeriggio/sera si addenseranno le prime precipitazioni al nord/ovest, deboli, a causa delle correnti umide meridionali. La perturbazione atlantica sarà ancora lontana e colpirà le isole Britanniche, la Francia nord/occidentale, il Portogallo e la Spagna settentrionale con nubifragi in Galizia.
La perturbazione arriverà sull’Italia domenica 7 febbraio. Sarà la prima vera giornata di forte maltempo nel nostro Paese dopo molti mesi. Una vera e propria tempesta: soffieranno forti venti meridionali in tutte le Regioni, con raffiche di oltre 100km/h. Il fronte perturbato avanzerà da nord/ovest verso sud/est determinando forti temporali, a partire dal Nord e dalla Sardegna. Le precipitazioni più intense interesseranno il versante italiano dell’arco alpino, con piogge torrenziali su Lombardia, Trentino e Veneto. Da domenica sera (fino a lunedì mattina) diluvierà anche in Friuli Venezia Giulia, che sarà la Regione più colpita con oltre 200mm di pioggia.
Forte maltempo anche nelle Regioni tirreniche, a partire dalla Liguria e poi in Toscana, Lazio e nella notte tra domenica e lunedì anche in Campania. Stavolta le Regioni meno colpite dal maltempo saranno quelle Adriatiche. Intanto però tra domenica sera e lunedì mattina la perturbazione scivolerà verso Sud, e il maltempo si estenderà alle Regioni meridionali, con forti temporali nel basso Tirreno tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Proprio lunedì mattina, infatti, avremo maltempo diffuso in tutto il Sud, mentre al nord/ovest tornerà a splendere il sole e al nord/est si verificheranno le ultime residue (ma intense) precipitazioni. In 18-24 ore cadrà un grande carico di pioggia che libererà l’Italia dall’emergenza smog, incendi e siccità. Non sarà, però, un peggioramento a tutti gli effetti invernale. Più che altro sembrerà autunno. Le temperature, infatti, rimarranno elevate.
Infatti la neve cadrà – seppur abbondante – soltanto ad alta quota. Sulle Alpi sarà la più grande nevicata della stagione, ma la quota neve non scenderà sotto i 1.000 metri neanche nella fase più fredda, tra domenica sera e lunedì mattina al nord/ovest. In linea di massima nevicherà oltre i 1.200/1.300 metri di altitudine, seppur in modo copioso con accumuli di oltre un metro di neve fresca tra Lombardia, Trentino e Veneto. Ancora più alta la quota neve sull’Appennino, superiore ai 1.500 metri ovunque, localmente addirittura di oltre 1.700/1.800 metri, anche se lunedì le temperature si abbasseranno di qualche grado con possibili fioccate fino a 1.300 metri nella fase finale della perturbazione. Parliamo comunque di quote elevate, tipiche più dell’autunno che dell’inverno.
Nei giorni successivi, per tutta la prossima settimana e anche dopo metà mese, si alterneranno nuove perturbazioni provenienti dall’oceano Atlantico, molto simili a quella di domenica, con brevi pause di sole. Le temperature si manterranno di qualche grado al di sopra delle medie del periodo, ma le precipitazioni saranno abbondanti e insistenti. Si apre una nuova fase della stagione: il freddo rimane grande assente, ma il ritorno della pioggia consente di tirare un sospiro di sollievo per le tante situazioni di criticità dovute proprio alla prolungata siccità.


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