Salute, Lorenzin: “è un paese di vecchi, sulla famiglia nessun investimento finora”

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin durante un’intervista al Foglio, lascia perdere i fronzoli apparendo dura e realista “un paese che non ha un ricambio, che non ha giovani, è un paese morto, è amorfo, apatico, egoista, chiuso in se stesso, rattrappito sopra i propri bisogni“. La Lorenzin non si lascia spaventare dalla mancata volontà di tanti italiani di non fare figli, forse troppo impegnati a tutelare la famiglia tradizionale o le tanto discusse unioni civili. Il paese continua ad essere un paese di vecchi, ma il ministro continuerà la sua battaglia alla denatalità spiegando che “so benissimo che il bonus bebé, che ho fatto quest’anno, non è certo la soluzione dei problemi, ma è un segno di attenzione a chi fa bambini, con il desiderio di non fare più distinzioni di reddito e di portarlo fino ai primi cinque anni di età di ogni figlio: dare da mangiare, cambiare il pannolino, vestire, dare le medicine a un bambino, ha un costo alto e uguale per tutti, copre grossa parte di uno stipendio normale“.

educazione_sessualeI giovani e la sessualità. Fare figli non è così semplice in un paese in cui è ancora alto il tasso di disoccupazione complessivo e ancora preoccupante quello giovanile. Molti giovani sono costretti ad accantonare per qualche tempo, il sogno di poter realizzare una famiglia. E prosegue: “Ho provato a fare il mio, ho messo un tassellino, che è il piano nazionale sulla fertilità, inizierà anche una campagna nelle scuole, ci sarà un Fertility Day, voglio che finalmente le diciottenni sappiano la verità su quel che succede al loro corpo, voglio che anche i ragazzi sappiano che cos’è la fertilità, perché li riguarda moltissimo, e la libertà di scegliere passa attraverso la consapevolezza di chi siamo, e vorrei aiutare gli adolescenti, perché i dati sono allarmanti: sulle malattie sessualmente trasmesse, sugli abusi sessuali, e di alcol e droga. Noi guardavamo ‘II tempo delle mele’, le adolescenti oggi guardano YouPorn, non do giudizi morali ma questi dati fanno molta paura“. E’ necessario, infatti, approfondire il tema della sessualità magari fornendo ai giovani e giovanissimi lezioni di educazione sessuale, che potrebbero chiarire le idee su molti temi e magari evitare che giovani inesperti siano costretti a convivere con malattie perché non istruiti sui rischi dovuti ad un mancato uso del profilattico.

stk201760rkeIl Paese della famiglia che giudica le mamme. “Dicono che siamo il grande paese della famiglia, ma negli ultimi quarant’anni, dopo il baby boom, sulla famiglia non abbiamo fatto nessun investimento di capitale sociale, non abbiamo costruito una rete che permetta di sentirsi parte di qualcosa di grande, di utile, non abbiamo fatto sentire la gratitudine per credere nel futuro attraverso la cura dell’infanzia, e adesso abbiamo superato, al ribasso, una soglia psicologica terribile: meno di cinquecentomila nascite, un figlio virgola tre a coppia, un tasso di invecchiamento altissimo: dopo il 2024, che è oggi, che anzi è già quasi ieri, avremo molti più over sessantacinquenni rispetto ai giovani. Si sta realizzando in Italia il terrore dei cinesi: un paese di vecchi, senza nessuno a prendersene cura. Come vivremo?“, prosegue la Lorenzin. Essere madri è un lavoro che impegna 24 ore su 24, con ostacoli e pregiudizi che ancora nel 2016 vanno superati. Il mondo del lavoro non facilità questo arduo compito, spesso inficiando il ruolo di mamma. La Lorenzin, però, ha un programma che vuole “restituire il prestigio sociale alla maternità“, essere madre “dovrebbe essere cool: non un disvalore quando vai a cercare un lavoro, quando devi mantenerlo o quando ti ritrovi a svolgere attività apicali. Noi abbiamo questo paradosso: norme che sulla carta tutelano le madri e un messaggio culturale totalmente sbagliato, che a quelle madri dice: attenta, te ne stai approfittando“. Nell’immaginario comune, la mamma è colei che ha la soluzione a tutti i problemi, con grandi capacità organizzative e con una forza sovrumana.

SuperMamma-1La madre di oggi, chi è?La maternità è un atto di grandissima libertà e di potenza, e dobbiamo capire, ma non ci siamo ancora riuscite, che questa potenza ci rende molto più forti, concrete, pragmatiche, accoglienti, differenti“. La ministra sfata anche alcuni falsi miti, sostenendo che “non è nemmeno vero che le classi più alte, quelle che possono permettersi di alzare le spalle davanti al bonus bebé, fanno più figli. Ne fanno meno. Non significa certo che i servizi non hanno importanza, ma che c’è qualcosa che è finito, saltato, cambiato: la società si è trasformata così velocemente, così di corsa, nel giro di due o tre generazioni è cambiato tutto, ma senza una vera riflessione accanto. Le nostre madri, le nostre nonne, ci hanno detto, anche con amore: non pensateci, godetevi la vita, scoprite nuove cose, siate libere, non fate come noi, non rinunciate a niente“. La mamma di oggi è una mamma che però si sente “sola: gravata di tutte le responsabilità, nei confronti di te stessa e di tuo figlio, la maggior parte delle volte dentro un appartamento in cui non conosci nemmeno i vicini di casa, chiusa dentro a doppia mandata, e il tuo compagno lavora quanto te, fa quello che può, ma è l’unico adulto con cui condividere la responsabilità, educativa e concreta, quell’humus sociale per il quale i bambini erano condivisi da tutti è sparito. In questo modo diventa davvero un peso difficile da sostenere, manca l’aria, nei cortili dei palazzi non si può nemmeno giocare a pallone“.