Salute: “troppo pochi gli anziani vaccinati”

Nonostante l’Oms e il Consiglio dell’Unione europea raccomandino vivamente le persone anziane di sottoporsi ai consuetudinari vaccini antinfluenzali per non incorrere in malattie perlopiù prevedibili, che spesso raggiungono stadi gravi, più della metà degli over 65 non coglie il suggerimento dato.

A rivelarlo il primo Congresso biennale dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e disordini immunologici WAidid (World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders) che chiuderà i battenti domani a Milano.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate due ricerche redatte da un gruppo di esperti europei e di Sanofi Pasteur MSD in cui è stato evidenziato come le malattie prevenibili con i vaccini affliggano la maggior parte degli anziani: “Negli anziani, alcune malattie infettive come l’influenza, le malattie da pneumococco o l’Herpes Zoster possono avere un esito peggiore rispetto alla popolazione più giovane, esito che conduce in alcuni casi a una cascata di eventi e a un declino dello stato funzionale”, ha dichiarato Gaetan Gavazzi del Policlinico Universitario di Grenoble. “L’insorgenza di queste malattie negli anziani può segnare l’inizio di perdita di autonomia, ha aggiunto. Tutto questo potrebbe essere evitato grazie alle vaccinazioni”.

Come osservato dalla Prof.ssa Esposito,Presidente di WAidid: “A fronte di malattie prevenibili con i vaccini ormai ben controllate nella popolazione pediatrica, un numero molto maggiore di casi di malattie analogamente prevenibili si verificano negli anziani”

 “E ‘importante capire che i vaccini non sono solo per i bambini e che la vaccinazione dovrebbe essere considerata una componente chiave di prevenzione di routine per preservare la salute dei nostri anziani”.