Siccità al nord: fiumi in secca e situazione critica in molte regioni

Comincia a divenire critica la situazione in vaste aree del nord Italia, dopo settimane, anzi mesi di piogge “mancate”. Mai come in questo periodo dell’anno i grandi bacini idrografici del nord Italia hanno sofferto una carenza idrica di questa portata. I grandi fiumi sono in magra, fra cui il Po o il Piave, che stanno vivendo una spaventosa riduzione di portata, tanto da rendere sempre più difficoltosa la navigazione fluviale, causa la formazione di isole e isolotti di sabbia e ghiaia che rendono impossibile il passaggio. Ma i danni più grossi, come sempre, li pagano gli agricoltori che ora, in vista della primavera, rischiano di vedere i propri raccolti andare in fumo, con un inevitabile impennata dei prezzi e serie conseguenze nelle esportazioni nell’agroalimentare, fiore all’occhiello dell’economia italiana.

fiume po siccitàQuesti sono i risvolti di una stagione tutta da dimenticare, nata male fin dall’inizio, ma destinata a finire anche peggio. Gli effetti della persistenza dell’alta pressione sul nostro territorio, in particolare sulle regioni del centro-nord, sono veramente terribili. A ciò si aggiunge la drammatica situazione riguardante l’innevamento sulle nostre Alpi, completamente spoglie fin dai 2000 metri. Salendo di quota quella poca neve “vecchia” ancora resistente comincia a ritirarsi, mettendo in evidenza la sottostante roccia nuda.

siccità fiume po dueMentre sull’Appennino la poca neve caduta nelle scorse settimane si è già rapidamente fusa sotto il sole di fine Gennaio. Insomma, uno scenario veramente squallido, frutto di una anomalia barica “nostrana” che non accennerà ad esaurirsi nemmeno nel medio termine. Fortunatamente, già dai prossimi giorni, si cominciano ad intravedere piccoli segnali di cambiamento, grazie ad un graduale abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale, che ora scorre al traverso delle Isole Britanniche, Scandinavia ed Europa centrale.

ZumaPress
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Il passaggio di una serie di saccature, seppur in parte, ad erodere il bordo più settentrionale dell’imponente anticiclone dinamico, che da settimane, per non dire mesi, domina lo scenario meteorologico sul bacino del Mediterraneo. Già domani il passaggio della prima saccatura, il cui ramo più meridionale si elongherà fino alle nostre regioni settentrionali, determinare un veloce peggioramento, con l’arrivo di piogge, generalmente deboli o al più di moderata intensità, che bagneranno le regioni del nord, ed in modo particolare il nord-est, specie il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Sulle Alpi tornerà a nevicare, seppur a quote ancora elevate per il periodo.

ombrelloMentre altre precipitazioni a carattere sparso si potrebbero vedere nel weekend, per il transito di un’altra saccatura sull’Europa centrale. Certo, si tratterà di piogge in prevalenza deboli, non sufficienti per colmare il gravissimo deficit idrico accumulato in questi mesi in gran parte del nord. Ma rappresenta già un piccolo passo in avanti che lascia ben sperare per il futuro.