Space Launch System (Sls) sarà il razzo più potente mai costruito e, nel corso della sua Exploration Mission 1, porterà la capsula Orion a una distanza mai raggiunta da un mezzo spaziale pensato per contenere degli esseri umani. Il volo inaugurale, calendarizzato per la fine del 2018, non vedrà la presenza di astronauti a bordo. Ma l’obiettivo dichiarato della Nasa, al lavoro sullo sviluppo del sistema di lancio e del veicolo spaziale, è quello di mettere a punto le tecnologie che in futuro consentiranno lo sbarco su Marte. Nonché il ritorno sulla Terra dell’equipaggio una volta completata l’esplorazione. Secondo quanto riportato dal sito della stessa agenzia spaziale, la missione EM-1 prenderà il via dal Launch Complex 39B del Kennedy Space Center, in Florida.
Una volta lasciata l’orbita terrestre, il modulo superiore del sistema, l’Interim Cryogenic Propulsion Stage (Icps), si staccherà da Orion per liberare i CubeSats, cioè i nanosatelliti imbarcati come carico secondario, tra i quali figura anche l’italiano ArgoMoon. L’astronave proseguirà invece il proprio viaggio sospinta da un sistema di propulsione fornito dall’Esa, l’agenzia spaziale europea. Dopo diversi giorni di cammino, Orion volerà fino a circa 100 chilometri dalla superficie lunare, per poi usare la forza di gravità del satellite in modo da posizionarsi su un orbita a 70 chilometri dalla Luna stessa. Lì resterà per circa sei giorni, raccogliendo dati, prima di scendere di nuovo verso il suolo, iniziando di fatto il suo viaggio di ritorno verso la Terra, spinta ancora una volta dal propulsore europeo. L’ingresso nell’atmosfera terrestre avverrà a una velocità di 11 chilometri al secondo e vedrà Orion scaldarsi fino a 2.760 gradi Celsius, prima di ammarare nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego.


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