Ricerca e innovazione sono uno dei ‘pilastri’ fondanti su cui sarà costruita la futura Unione energetica europea, con l’obiettivo di migliorare l’approvvigionamento dell’energia riducendo i costi e aumentando la competitività delle industrie. Lo ha dichiarato Magdalena-Andreea Strachinescu, della Direzione generale Energia della Commissione europea, aprendo i lavori del convegno organizzato da Rse (Ricerca sul Sistema energetico) al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia per fare il punto sul contributo italiano alla nuova strategia energetica europea. ‘‘Nonostante la politica comune, oggi i 28 Paesi membri dell’Unione europea presentano ancora spiccate differenze nel settore energetico, sia per quanto riguarda il mix di fonti da cui attingono risorse, sia per la storia di relazioni internazionali che hanno alle spalle e di conseguenza per la dipendenza dalle importazioni di energia”, spiega Strachinescu. Il nostro continente dipende dalle importazioni per oltre il 50% del suo fabbisogno energetico, con importanti ricadute sui costi e sulla competitività delle industrie. Grazie al mercato unico europeo dell’energia (Energy Union), sottolinea Strachinescu, sarà possibile superare questi problemi, mirando agli obiettivi di decarbonizzazione e sviluppo sostenibile prefissati per il 2030. Cinque i pilastri su cui si fonderà la nuova Unione energetica, come ricorda l’esponente della Commissione europea: ”sicurezza e affidabilità delle forniture, formazione di un mercato integrato, maggiore efficienza energetica, decarbonizzazione e ovviamente ricerca e innovazione”. Per quanto riguarda questo ultimo ‘pilastro’, la nuova strategia europea ”non può più procedere per settori – conclude Strachinescu – ma necessita di un approccio più olistico, di sistema, con un migliore uso delle risorse e una maggiore cooperazione fra Stati membri”.
Unione energetica europea: la ricerca sarà un pilastro fondamentale


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